Tricarico, musica contro la barbarie. Poesia sul palco per restare umani

Il cantautore di “Io sono Francesco“ e “Vita tranquilla“ in concerto stasera al Tambourine di Seregno "Si parla di intelligenza artificiale, quando sono ancora così misteriose l’intelligenza umana, le emozioni" .

Tricarico, musica contro la barbarie. Poesia sul palco per restare umani
Tricarico, musica contro la barbarie. Poesia sul palco per restare umani

Lucidità, sarcasmo e poesia. Un mix in equilibrio perfetto nei brani di quello che è uno degli artisti più originali della canzone d’autore italiana. Una miscela che potranno ascoltare gli spettatori del concerto che si terrà oggi alle 21.30 al Tambourine di Seregno, quando sul palco salirà Tricarico: il cantautore diventato celebre con “Io sono Francesco“ e che ha conquistato il premio della critica al Festival di Sanremo con “Vita tranquilla“ sarà accompagnato in uno spettacolo acustico dal talentuoso pianista Michele Fazio. "È uno spettacolo molto essenziale, che ripercorre 23 anni di carriera – racconta Tricarico, che da poco ha pubblicato il nuovo singolo “Faccio di tutto“ –. Alterneremo pezzi più conosciuti ad altri più particolari: ci saranno i brani recenti e non mancheranno “Io sono Francesco“ e “Vita tranquilla“, canzoni per me importanti. Ci saranno anche considerazioni e riflessioni, e parti improvvisate: per questo sarà importante il feeling che si creerà con le persone che ci verranno ad ascoltare. È un modo bellissimo di essere in giro sui palchi, nei club, nei teatri, facendo vivere la musica nel modo più naturale, che è una cosa che mi dà grande gioia".

Perché la musica è importante. "Sì, in questo momento credo che la musica sia importante – sottolinea Tricarico –. Sembra che tutto voglia spingere verso un imbarbarimento tecnologico dei sentimenti: si parla tanto di intelligenza artificiale, quando sono ancora così misteriose l’intelligenza umana, le emozioni. In questo periodo si banalizza ciò che è più umano, si cerca di renderlo fuori moda. Il concerto sarà un momento di condivisione, per stare assieme: le persone gioiranno, rifletteranno, si commuoveranno. Ed è importante, oggi che nessuno parla più del mistero, della filosofia, dello spirito, come se l’industria avesse conquistato anche l’arte, la religione. La musica la vedo molto prona e china a meccanismi di mercato; invece l’arte, come il giornalismo, dovrebbe sempre essere un cane da guardia rispetto al potere. Credo che si stia perdendo questo, il coraggio di dire ciò che si pensa. È come se avessimo perso un po’ di consapevolezza dell’importanza dello scambio delle idee e ci facessimo andare bene come va il mondo, là dove non va bene affatto". In questo aiuta il sarcasmo spiazzante che da sempre fa parte del bagaglio del Tricarico cantautore.

"È un sarcasmo che dal mio punto di vista è una reazione vitale, è sempre un cercare la vita – spiega –. Nell’arte lo sfogo è sempre stato usato come momento dissacratorio verso un potere che continua a ripetere ossessivamente le stesse inutili cose. E così faccio là dove vedo che c’è qualcosa che non mi quadra. C’è un tentativo di appiattimento della riflessione, ma ci sono mille immaginari possibili molto più belli di quello che ci vogliono proporre in questo momento. Penso sia il momento che ognuno di noi reagisca, senza paura, se le persone si uniscono hanno ancora il potere di cambiare le cose".