VERONICA TODARO
Cronaca

Tra centurioni e vestali. Da 80 anni Bovisio rivive l’estate di San Martino

Un corteo con cavalli e un centinaio di figuranti ha celebrato la data del 334 quando il giovane tagliò in due il suo mantello per donarne metà a un povero.

Tra centurioni e vestali. Da 80 anni Bovisio rivive l’estate di San Martino

Tra centurioni e vestali. Da 80 anni Bovisio rivive l’estate di San Martino

Per un giorno intero, una volta l’anno, Bovisio Masciago torna indietro nel tempo. È quello che è successo ieri pomeriggio, quando l’orologio alle 15 in punto si è fermato alla data del 334 dopo Cristo, quando un diciottenne, figlio di un tribuno militare e soldato egli stesso, dopo aver ricevuto il battesimo avrebbe dato prova della sua carità e amore per il prossimo tagliando in due il proprio mantello e donandone metà a un povero. L’episodio ha ispirato anche il detto l’"estate di san Martino", poiché secondo la leggenda dopo quest’atto di carità il tempo, da freddissimo, si fece mite.

Nel 1945, la comunità di Bovisio Masciago, per dare un significato particolare ai festeggiamenti per la fine della Seconda Guerra Mondiale, decise di onorare il santo - a cui sono dedicate due chiese in paese - rievocando questo episodio della sua vita. Da allora, e da poco meno di 80 anni, grazie al lavoro del Comitato San Martino, ogni anno in coincidenza del giorno della sua sepoltura, il paese si trasforma e si popola di centurioni, legionari, monaci, vestali, pastori: all’incirca cento comparse che sfilano per le vie di Bovisio Masciago, con centinaia di persone ai bordi delle strade ad ammirare la rievocazione storica. Davanti a questo corteo anche una ventina di cavalli con tanto di cavalieri, tra cui spicca quello nero riservato a Martino. E poi ancora la biga romana che ripercorre per sommi capi le vicende di quel periodo. Il personaggio che sicuramente fa più presa sugli spettatori è quello del povero che per calarsi meglio nella parte gira quasi seminudo nonostante la rigida temperatura. Il momento clou della tradizionale cavalcata storica è proprio quello del taglio del mantello, ripetuto più volte nel corso del pomeriggio di ieri.

Poi tutti nel campo sportivo dell’oratorio, dove è stato ricostruito un tempio romano: Martino sale al tempio, abbraccia la croce e con un cambio di scena riappare vestito da vescovo. Dietro a tutto questo c’è il lavoro di un anno intero soprattutto per quanto riguarda la coreografia e la preparazione dei costumi, tutti cuciti dalle donne del paese e fedeli agli originali. Anche le comparse sono residenti in paese: mentre sfilano è possibile riconoscere i ragazzi dell’oratorio, il mobiliere che magari ti ha arredato la casa, il negoziante da cui vai ogni mattina. Durante tutta la giornata ci sono stati momenti di intrattenimento, bancarelle e negozi aperti. Ma i festeggiamenti proseguono: questa mattina alle 11 la messa con i sacerdoti nativi o che hanno svolto il loro ministero presso la comunità e domenica prossima il pranzo comunitario.