The Andre tra Faber e se stesso: "Il tempo, l’ansia e la mia chitarra"

Il cantautore Alberto Ghezzi sul palco del Bloom con la sua voce-fotocopia di quella del poeta genovese "Ma prima la cavalcavo di più, ora con il mio nuovo album cerco di dire le cose a modo mio".

The Andre tra Faber e se stesso: "Il tempo, l’ansia e la mia chitarra"
The Andre tra Faber e se stesso: "Il tempo, l’ansia e la mia chitarra"

La voce è sempre quella. Quella che qualche anno fa, ai primi ascolti, ha fatto sobbalzare gli amanti di Fabrizio De André. Ma il nuovo disco segna un percorso tutto diverso e originale, in cui si esplorano strade differenti e ricche di contaminazioni. Lo potranno scoprire oggi al Bloom di Mezzago gli spettatori del concerto di The Andre, alias il cantautore bergamasco Alberto Ghezzi, che alle 21.30 salirà sul palco di via Curiel. Diventato celebre per aver riletto con la sua voce tanto simile a quella di De André e con stile cantautorale i brani di maggior successo della scena trap e indie, oggi ha intrapreso un percorso tutto suo, tracciato dalle canzoni del nuovo album intitolato “Mentre non riesco a dormire“, dove incastra, con ironia graffiante, riflessioni sul tempo e l’ansia.

"Le due linee che ho provato a esplorare sono quelle – racconta –: il tempo è un tema di cui molti hanno scritto, ma meno nella dinamica odierna di un tempo da far fruttare a ogni costo e di questa ansia di essere produttivi, di essere sempre sul pezzo, delle aspettative che si creano su noi stessi e sugli altri. Volevo descrivere questa situazione declinandola in diversi contesti, nell’ambito produttivo, nel rapporto coi social, nelle situazioni personali. Tutto il lavoro ruota attorno a questi temi". Dal punto di vista sonoro nel disco si intrecciano pop, rock, indie, richiami ai ritmi del rap e della trap, oltre che alla canzone d’autore. "Come formazione vengo dalla musica cantautorale acustica, chitarra e voce – spiega –. Negli ultimi anni ho incontrato tanti artisti diversi e ho cominciato ad allargare i miei orizzonti: molti di questi ascolti sono entrati nel mio modo di comporre. L’album è una sorta di opera prima, i lavori precedenti non erano una cosa completamente nuova. Ora volevo esplorare anche sonorità che conoscevo meno, andando verso qualcosa di più personale". “Mentre non riesco a dormire“ è un lavoro in cui "provo a dire qualcosa di mio. È pure un modo per segnare un po’ una distanza dalla prima parte della mia esperienza musicale".

La somiglianza con la voce di De André in ogni caso resta. "A differenza dell’inizio, in cui questa somiglianza la cavalcavo con più convinzione, ora in questo disco ho cercato di staccarmi un po’ intenzionalmente da quel registro. Poi, di sicuro, non è un’offesa dirmi che assomiglio a quella voce, anzi. Al Bloom una buona parte del concerto sarà dedicata alle canzoni nuove, ma ci sarà spazio pure per qualche cover “antica“ del passato, perché comunque il passato non si rinnega".