FABIO LUONGO
Cronaca

Tereso, la finanza è un gioco da ragazzi

Dall’inflazione agli investimenti: il progetto nelle scuole della Brianza di due ex compagni di università

Tereso, la finanza è un gioco da ragazzi

Tereso, la finanza è un gioco da ragazzi

Spiegare in modo semplice e chiaro concetti come l’inflazione, la tassazione, la gestione del denaro, per far avvicinare anche i ragazzi ai contenuti e agli strumenti dell’economia e della finanza che incidono sulla loro vita quotidiana. Un’attività portata avanti nelle scuole e che finora ha coinvolto già un migliaio di studenti, tra medie e superiori, in 5 diversi istituti, 4 in Brianza e uno nel Lecchese. È il progetto ideato da due giovani brianzoli, entrambi laureati in discipline economiche, il 23enne Matteo Faletra di Macherio e il 24enne di Monza Vittorio Gianotti (nella foto). Diventati amici durante gli studi triennali in economia e gestione aziendale all’Università Cattolica, si sono poi specializzati con la laurea magistrale in management, Matteo sempre in Cattolica, Vittorio in Bocconi. Dall’amicizia e dallo spirito di iniziativa di entrambi è nato “Tereso“: così hanno battezzato il progetto che li ha visti portare corsi di educazione finanziaria al liceo Zucchi e alle Preziosine a Monza, al Majorana a Desio, al liceo Leonardo da Vinci a Carate e alle medie dell’istituto comprensivo di Civate e Malgrate, per raccontare a ragazzi poco più giovani di loro temi che entrano di rado nelle aule a quell’età, ma che già fanno capolino nelle vite di tutti i giorni.

Un’idea nata quasi per caso e che ora vorrebbero far diventare il loro mestiere. "Una sera – racconta Vittorio – ho letto un articolo che parlava dei livelli di alfabetizzazione finanziaria, disastrosi, in Italia. Così ci è venuta voglia di trovare una soluzione. Abbiamo chiamato la prima scuola e siamo partiti". "Ad oggi – spiegano – abbiamo un pacchetto corsi con 11 proposte differenti. Abbiamo già avviato 19 percorsi in 5 istituti diversi, con circa mille studenti coinvolti, dagli 11 ai 18-19 anni. Nel caso della scuola media abbiamo elaborato un percorso semplificato in termini finanziari, per creare un ponte con le discipline matematiche che già studiano e con situazioni concrete di vita". "Cerchiamo sempre di fare percorsi ad hoc per i bisogni specifici – sottolinea Matteo –. Pensiamo che non si è troppo piccoli per iniziare a masticare qualcosa di educazione finanziaria". Di particolare c’è il metodo. "Trasformiamo la lezione in un’attività interattiva, con scambi di idee, giochi, concetti spiegati dai ragazzi ad altri ragazzi – dicono –. Parliamo di temi che si sentono quotidianamente sui media e li spieghiamo, come tassazione, tassi di interesse, inflazione, investimento, gestione del denaro. Con i ragazzi più grandi si entra in tematiche di sostenibilità, ruolo del consumatore, strategie di marketing delle aziende, per dare un senso di responsabilità quando si entra in contatto con questi argomenti".

"Non vogliamo rendere i ragazzi già autonomi in un investimento: vogliamo invece che davanti a una notizia al telegiornale o sui social capiscano di cosa si sta parlando – chiariscono –. Oggi è tutto un compra quello, investi questo: a noi interessa che i giovani si responsabilizzino su questi temi, passando loro anche messaggi come “non esiste il metodo per arricchirsi facilmente“". E dal prossimo anno "vorremmo che diventasse la nostra professione, creando una startup. Ma le scuole non le abbandoniamo".