Il cantiere della Provincia
Il cantiere della Provincia

Monza, 27 novembre 2015 - Da 15 anni è ferma a 500 metri dal traguardo, una sorta di Salerno-Reggio Calabria del Nord, costata tempo, denaro, progetti, appalti, da ultimo il fallimento dell’impresa vincitrice della gara. Ora la tangenzialina dell’Ospedale riparte: il cantiere è già al lavoro, la bonifica bellica è quasi del tutto terminata, mentre si sta procedendo allo spostamento dei sottoservizi (fognatura, acqua, gas, rete elettrica, telefono).

Il conto alla rovescia è cominciato: gli operai della Leopoldo Castelli (ditta di Morbegno con sede legale a Como subentrata come seconda migliore offertente all’impresa fallita) hanno 750 giorni per terminare i lavori. E poiché, come ricorda il direttore del settore Infrastrutture della Provincia Antonio Infosini, il calendario è partito il 4 novembre, bisognerà terminare per il 23 novembre del 2017. Ieri, alla presenza del presidente della Provincia Gigi Ponti, si è svolto il sopralluogo tecnico sul cantiere da 6 milioni e 375mila euro (ma il costo complessivo dell’opera supera i 14 milioni) che dovrà realizzare gli ultimi 498 metri.

Si tratta di 356 metri in galleria artificiale e 142 a raso, tutti strategici per collegare il traffico proveniente dalla Statale 36 alla Monza-Carate passando dietro l’ospedale. Il tratto mancante è quello più difficile da realizzare, poiché dovrà passare a ridosso, e in qualche caso in mezzo, alle case tra via Boito, Cadore e della Fortuna, partendo dalla rotatoria di via della Birona. Un collegamento essenziale per ridare ossigeno ai quartieri fra Lissone e Monza assediati dal traffico di attraversamento da e verso Milano, Lecco e la Brianza.

Sarà un cantiere molto delicato, tracciato quasi col laser per non compromettere abitazioni e piccole aziende locali. "Nelle porzioni più delicate del cantiere si interverrà con la tecnica top down", spiega il progettista, l’ingegner Marco Meneguzzer. Saranno realizzate due paratie laterali costituite da micropali e sovrastate da una soletta: si lavorerà sotto solo dopo avere sistemato la parte superiore per ripristinare in tempi brevi la viabilità dopo deviazioni momentanee.

Questa tecnica sarà adottata soprattutto fra via Boito e via della Fortuna, mentre nei tratti meno impegnativi dal punto di vista della densità abitativa e viabilistica si procederà con lo scavo a cielo aperto per procedere successivamente alla copertura. Intanto sono state completate anche le operazioni legate ai testimoniali di stato, per l’accertamento successivo di eventuali danni agli edifici dovuti ai lavori. Dovranno convivere con il cantiere una quindicina di edifici, mentre, chiarisce il direttore operativo Agostino Polimeni, "sono una ventina le ditte coinvolte in parte con espropri e in parte con asservimenti, vale a dire l’acquisizione dei diritti di sottosuolo". Soddisfatto per questo sofferto via libera il presidente della Provincia Gigi Ponti: "Percorrere finalmente il cantiere è già una soddisfazione, proseguiremo con tutta l’attenzione necessaria".