Monza, tre stranieri responsabili di spaccio, rapine e omicidi accompagnati al Cpr per essere rimpatriati

Si tratta di due cittadini egiziani e di un tunisino. L’allontanamento è stato disposto dal questore. Due avevano chiesto la protezione internazionale

Un'immagine del Cpr di Milano
Un'immagine del Cpr di Milano

Monza e Brianza – Due avevano provato a chiedere la protezione internazionale, ma intanto spacciavano e rapinavano. Il terzo usciva da una condanna a 10 anni per omicidio. Sono stati ora tutti avviati all’espulsione. Nell’ultima settimana gli operatori della polizia di Stato della Questura di Monza e della Brianza hanno eseguito tre accompagnamenti presso i CPR di Milano e di Bari disposti dal Questore nei confronti di cittadini extracomunitari irregolarmente presenti sul territorio italiano e resisi responsabili di numerosi reati.

I cittadini stranieri sono stati collocati nei centri per i rimpatri, grazie ai posti messi a disposizione dalla Direzione Centrale per l’Immigrazione e la Polizia delle Frontiere, in attesa del definitivo allontanamento dal territorio nazionale.

Il primo accompagnamento ha interessato un 21enne egiziano già trattenuto presso un CPR a seguito di rigetto dell’istanza di protezione internazionale da parte della Commissione Territoriale di Verona - Sezione di Treviso e dopo aver dichiarato diverse identità. Giovedì scorso è stato nuovamente arrestato dalla Squadra Mobile di Monza per spaccio di sostanze stupefacenti davanti alla stazione ferroviaria di Monza e, a seguito di giudizio direttissimo, è stato destinatario della misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Monza con rilascio del nulla osta all’espulsione. Alle spalle aveva diverse denunce per reati in materia di stupefacenti, resistenza e porto di oggetti atti ad offendere.

Lunedì 11 dicembre, invece, un cittadino egiziano è stato accompagnato al Cpr di Milo (Catania). L'uomo, scarcerato dalla Casa Circondariale di Monza lo scorso ottobre, aveva terminato di scontare un cumulo pene di un anno, un mese e 26 giorni per i reati di rapina, lesioni e tentato furto aggravato. Il giorno della scarcerazione, l’uomo aveva presentato istanza di protezione internazionale che veniva rigettata dalla Commissione Territoriale di Monza con conseguente obbligo di rimpatrio. Decorsi inutilmente i termini per il ricorso senza che venisse concessa la sospensiva, ne veniva disposto il trattenimento.

Sempre lunedì 11 dicembre è stato collocato anche un cittadino tunisino di 36 anni, che usualmente forniva durante i controlli di polizia diverse generalità. Condannato nel 2009 a 3 anni e 4 mesi per reati inerenti gli stupefacenti. Nel 2011 viene accompagnato in frontiera a seguito di provvedimento del magistrato di sorveglianza di Sassari. Rientra nuovamente, motivo per cui si rendeva responsabile del resto di reingresso illegale senza autorizzazione. Viene condannato nel 2014 alla pena di anni 10 di reclusione per omicidio avvenuto nel 2013: a seguito di lite in strada in concorso colpisce con un’arma bianca un connazionale che morirà il giorno dopo a Brescia. All'interno delle carceri ove è stato si è reso responsabile di reati di violenza resistenza, incendio, oltraggio a pubblico ufficiale, istigazione a delinquere incendio danneggiamento procurato allarme.