"Stalker di Monza costretto al braccialetto elettronico"

di Dario Crippa MONZA Lo avevano ribattezzato lo stalker delle lenzuola perché si era fatto trovare, alla fermata dell’autobus da...

Lo avevano ribattezzato lo stalker delle lenzuola perché si era fatto trovare, alla fermata dell’autobus da cui sarebbe scesa la sua ex, con la macchina tappezzata di strisce di stoffa su cui aveva scritto frasi romantiche. Ma il suo non era amore. Era persecuzione. Perché da mesi, da quando lei gli aveva detto no dopo un breve flirt, lui la pedinava, la riempiva di messaggi e telefonate. Aveva tentato di avvicinare anche la sorella per chiederle un appuntamento "per sposarsi". Alla fine, lo avevano arrestato. Ma, visto che ha ripreso con i suoi angoscianti comportamenti, ora sarà costretto a girare col braccialetto elettronico, prima applicazione della nuova misura per il contrasto alla violenza alle donne entrata in vigore dal 9 dicembre sull’onda del femminicidio di Giulia Cecchettin.

Tutto comincia lo scorso aprile, quando una giovane chiede aiuto in Questura: c’è un trentenne che la perseguita e le fa paura. Il Questore procede con un Ammonimento nei suoi confronti. Il ragazzo non si presenta però come sarebbe previsto ai colloqui con le psicologhe programmati nell’ambito del Protocollo Zeus avviato tra la Questura e il Centro Italiano per la Mediazione (CIPM) di Milano. Inoltre con tinua a violare il provvedimento fino a quando, lo scorso settembre, si fa arrestare: per l’ennesima volta, si era appostato alla fermata dell’autobus utilizzato dalla ragazza per andare al lavoro. Con la propria auto tappezzata di striscioni, in possesso di tre cacciaviti. Lo stalker – con precedenti penali di polizia per rissa, danneggiamento e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti – evidenzia quella che viene definita una "pericolosità qualificata". Al processo per direttissima viene disposta la misura cautelare del divieto di ingresso a Monza, a cui segue la condanna in primo grado a 1 anno e 6 mesi di reclusione. Tuttavia, nonostante la condanna, lo scorso novembre e fino a pochi giorni fa, riprende tutto come prima.

Ora, però, è prevista la possibilità che il Questore chieda allo stesso Giudice della prevenzione l’applicazione temporanea, in via di urgenza, del divieto di avvicinamento alla persona offesa con uso del braccialetto elettronico. Lo dice la nuova normativa contenuta nella legge n. 168 del 24 novembre 2023, entrata in vigore sabato scorso, e recante “Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica”. E così gli agenti della Divisione Anticrimine hanno eseguito il Decreto con cui si impone al trentenne di non avvicinarsi al luogo di residenza, dimora, lavoro, vacanza, viaggio e ogni altro luogo abitualmente frequentato dalla ragazza e di tenere comunque una distanza da lei di almeno 500 metri. Disponendo allo stesso tempo l’applicazione delle particolari modalità di controllo previste con l’uso del “braccialetto elettronico”. E qualora l’uomo dovesse manomettere il braccialetto, la nuova legge prevede la reclusione da 1 a 5 anni e l’arresto anche fuori dei casi flagranza.