Simone, dolore senza fine: "Gli assassini? Mai pentiti"

Famiglia e amici al cimitero per il compleanno del ragazzo ucciso in una rissa. La mamma: "Combatterò perché le leggi cambino in maniera drastica". .

Simone, dolore senza fine: "Gli assassini? Mai pentiti"

Simone, dolore senza fine: "Gli assassini? Mai pentiti"

Nessuno degli Stucchi si era immaginato di portare primule e palloncini sulla tomba di Simone per festeggiare i suoi 25 anni. Certo non mamma Daniela e papà Massimiliano, o la sorella Andrea "ma è esattamente quello che stiamo facendo", dicono alla cerimonia organizzata da zia Elena in memoria del nipote. "Lavoriamo tutto il giorno per non pensare - raccontano i genitori, edicolanti -. Ma poi, di sera, dentro, è il buio".

Il buio è il blackout della rissa di Pessano che il 29 settembre 2021 finì con un morto per terra: lui, Limo per gli amici. Il 30 marzo avrebbe compiuto gli anni, "ma ormai la nostra vita è tutta al condizionale", dice la madre che si batte da quella sera perché il figlio abbia giustizia". Otto anni e 8 mesi, e 7 anni e 8 mesi ai minorenni che lo accoltellarono "e poco o niente ai quattro che lo picchiarono selvaggiamente quando era già agonizzante. Un’immagine atroce che non possiamo dimenticare. Non c’è un giorno, o un momento di pace da tutto questo". La famiglia si è riunita attorno alla lapide, "combatterò perché le leggi cambino in maniera drastica", promette Daniela che ha letto ogni parola dei fascicoli sui processi per l’omicidio del figlio.

"Il peso dell’ingiustizia si fa sempre più forte, il tempo non attenua, moltiplica, il macigno è sempre più pesante". Per i 19 maggiorenni che quella notte terribile parteciparono all’appuntamento fra bande rivali, i vimercatesi e i pessanesi, per regolare un debito di droga dal quale la vittima era completamente estranea, sono arrivate condanne fino a 4 anni. "Simone non tornerà, ma non credo che in così poco tempo chi ce l’ha portato via possa ravvedersi. Finora da nessuno è arrivato il minimo segnale di pentimento. Eppure hanno ucciso un ragazzo come loro con un accanimento che fa paura. Leggere e rileggere cosa accadde quella sera è un ergastolo, ma sempre e solo per noi. Fotografie che ci portiamo dentro, le abbiamo sempre davanti agli occhi".

"Mi hanno bucato", disse il 22enne accasciato sul marciapiede mentre aspettava i soccorsi. Uno dei suoi amici lo coprì con una felpa, l’ultima carezza prima della fine che mamma e papà non potranno mai accettare: "Non è giusto". E il ricordo si scioglie in pianto.