Semaforo con i tempi stretti: per gli autobus rischio multe salate o frenate improvvise: “Ormai c’è chi si ferma anche con il verde”

Monza, succede all’incrocio davanti a Villa Reale. E chi per lavoro, con un mezzo di servizio, si trova a percorrere quella tratta, è esposto a un doppio pericolo: vedersi decurtati i punti della patente e, alla seconda infrazione, rischiare il suo ritiro

La fermata degli autobus all’incrocio con viale Cesare Battisti davanti alla Villa Reale

La fermata degli autobus all’incrocio con viale Cesare Battisti davanti alla Villa Reale

Monza – Gli autobus, lunghi 12 o 18 metri, transitano da viale Brianza. La direzione è quella che va, tanto per intendersi, dall’ospedale San Gerardo al centro di Monza. Giunti in prossimità dell’incrocio con viale Cesare Battisti, proprio dinanzi alla Villa Reale, hanno messo un semaforo.

Davanti all’autobus Tpm, che percorre quella tratta otto volte al giorno per turno di lavoro, ci sono sempre macchine. Altre linee di autobus a più lunga percorrenza, in arrivo da Macherio (Autoguidovie) si ritrovano a fare la stessa tratta. Solo che quel semaforo, almeno così, è una novità. Il giallo da due mesi dura appena 4 secondi.

Le auto hanno tutto il tempo di reazione e di frenata per fermarsi prima che diventi rosso. Gli autobus, e in genere i mezzi pesanti, no. Se non si vuole “inchiodare”, rischiando di far cadere i passeggeri che viaggiano in piedi, la possibilità a disposizione è una sola: trovarsi ancora all’incrocio nel momento in cui scatterà il rosso. Nel giro di due mesi, già sei autisti della Tpm ci sono “cascati”.

Racconta, in forma anonima, un autista: "In trent’anni non ho mai preso una multa. Ora me ne sono ritrovata una di 121 euro oltre alla decurtazione di 4 punti dalla patente". Il problema è facilmente comprensibile: chi per lavoro, con un mezzo di servizio, si trova a percorrere quella tratta, è esposto a un doppio pericolo. Vedersi decurtati i punti della patente e, alla seconda infrazione, rischiare il suo ritiro.

E pagare di tasca propria multe salatissime. A meno che non accetti il rischio di frenare ogni volta di colpo mettendo in conto di far cadere i passeggeri, in caso di quelli più fragili (donne incinte, disabili, bambini, anziani) con conseguenze potenzialmente gravi. Oppure, come fa qualche autista dopo la pioggia di multe, arrestare la marcia a quell’incrocio anche se c’è il verde: in modo da essere certo di ripartire per primo dopo il rosso. A costo di improperi e rallentamenti del servizio e del traffico. "Mi chiedo il perché di questa situazione - si sfoga un altro autista -. Così si fa cassa su padri di famiglia".

Nelle loro sedi, gli autisti hanno cominciato a far girare un volantino per avvertire i colleghi di prestare attenzione. "La sicurezza prima di tutto, degli utenti prima di tutto - chiosa Salvatore Russo, autista ed ex consigliere comunale della Lega a Monza -: in questo caso dobbiamo rischiare di perdere i punti sulla patente e pagare sanzioni, frenando bruscamente o bruciando al secondo il semaforo rosso. Ci sono documenti che dimostrano e fanno il preciso calcolo matematico di frenata di un pullman di linea, urbano ed interurbano a pieno carico, con quasi 90 posti in piedi, su un totale di 140. C’è una tabella che indica i metri necessari. Chi guida un autobus si trova in una situazione completamente diversa dalle auto, occorre tenerne conto. Basterebbe allungare a 8 secondi la durata del semaforo, in modo da consentire di frenare in tempo".