Il 50enne era stato arrestato dagli uomini della Mobile per le violenze contro la ex
Il 50enne era stato arrestato dagli uomini della Mobile per le violenze contro la ex

Monza, 14 gennaio 2021  - Chiesto il rinvio a giudizio per il 50enne monzese accusato di avere perseguitato per mesi l’ex fidanzata con insulti pesanti, scritti anche sui muri nei pressi della sua abitazione e violenze, diffondendo pure video e immagini intime in rete. A firmare il provvedimento nei confronti di D.B., residente a Monza, è stato il pm della Procura monzese Giovanni Santini. Il 50enne dovrà presentarsi il 3 febbraio all’udienza preliminare davanti alla giudice del Tribunale di Monza Pierangela Renda, dove si costituirà parte civile C.D., 46enne anche lei residente a Monza, rappresentata dall’avvocato Paolo Pozzi. Il 50enne era stato arrestato dagli uomini della Squadra mobile della Questura di Monza che, al termine di una complessa attività investigativa, lo scorso novembre hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Monza. Molteplici le accuse di cui il 50enne, senza alcun precedente penale, deve rispondere.

Principalmente quella di stalking: a partire da marzo, dopo che la relazione con la fidanzata era naufragata, il 50enne avrebbe iniziato a molestare e minacciare, anche di morte, la donna, appostandosi nei pressi della sua abitazione, pedinandola e cercando di incontrarla per strada. Condotte a cui si sarebbero aggiunte telefonate, insulti anche attraverso una lunga serie di messaggi, fino al suonare insistentemente al citofono di casa della donna e a imbrattare col suo nome associato a epiteti ingiuriosi citofono e i muri vicini. Una situazione che, secondo l’accusa, ha procurato alla donna "un perdurante e grave stato di ansia e di timore per la propria incolumità" e l’ha costretta "ad alterare le proprie abitudini di vita, bloccandolo nelle diverse applicazioni di messaggistica, bloccandone le utenze telefoniche, modificando i propri spostamenti ed anche cambiando il proprio numero di telefono". L’uomo è accusato poi di avere inviato a conoscenti della ex un video intimo e deve rispondere anche di lesioni e rapina perché, nel tentativo di sottrarle il telefono, l’avrebbe strattonata causandole la distorsione di una spalla.
Fino ad arrivare al novembre scorso quando, sempre durante una colluttazione per tentare di sottrarre alla donna il lelefono e le chiavi dell’abitazione, l’avrebbe aggredita e colpita con un pugno sul viso.