Monza-Resegone, la maratona della Brianza compie cent’anni: “Una sfida eroica”

Dagli ‘scalatori’ con zaino, maglioni e scarponi ai runner moderni: la storia della gara nata nel 1924 e il legame con la Capanna Sam

La partenza della Monza-Resegone

La partenza della Monza-Resegone

Monza - Correva l’anno 1924. Alla partenza c’erano solo 12 atleti. Il loro equipaggiamento era fatto di scarponi da montagna, pantaloni alla zuava, maglione caldo e uno zaino in spalla con generi di prima necessità per affrontare i 42 chilometri dal centro città fino alla Capanna che la Società alpinisti monzesi aveva fatto costruire nel 1911 sul Resegone. Allora le squadre arrivavano in quota a passo di marcia militare.

Oggi, un secolo dopo, la tradizione della Monza-Resegone è ancora viva. Ma viaggia di corsa. I chilometri, sempre gli stessi. Ma non è una semplice una maratona. Non è soltanto una sfida a cronometro in notturna. Oggi gli equipaggiamenti sono essenziali e leggeri. Oggi ci sono gli sponsor, ma "la sfida, gli amici, il cinque dei bimbi al passaggio degli atleti, il freddo, gli applausi, gli ultimi tre gradini, l’abbraccio e le lacrime al traguardo non hanno prezzo". Enrico Dell’Orto, presidente della Società alpinisti monzesi, ne parla con orgoglio. Anche sfogliando l’album dei ricordi, quando negli anni Venti del secolo scorso "la Società ebbe l’idea di organizzare la sfida per unire Monza con la nostra casa di montagna". Così è nata la Monza-Resegone.

Passione, fatica, resistenza. Avventura, sacrificio e amicizia. Perché "è sì una gara, ma anche avventura da scoprire insieme passo dopo passo lungo interminabili strade e gli impervi sentieri che conducono non alla vittoria fine a se stessa, ma ad un traguardo di sentimenti e comuni affetti rinsaldati sugli ultimi gradini della nostra Capanna", le parole di Dell’Orto. I preparativi per il centenario sono avviati. Appuntamento il 22 giugno per l’edizione numero 62 ("in passato abbiamo dovuto affrontare diverse interruzioni, anche a causa della guerra") con una grande novità: la possibilità di correre la gara sia in versione ‘Classic’ sia ‘Relay’. Il via scatterà sempre dall’Arengario.

La versione Classic a squadre di tre persone (solo uomini, solo donne o miste) che dovranno conquistare Capanna Monza insieme e poi la modalità Relay, una staffetta (che partirà un’ora prima della Classic) nella quale i tre atleti della squadra si daranno il cambio, percorrendo rispettivamente 15,3 chilometri (da Monza a Osnago), 15,7 chilometri (da Osnago a Olginate) e gli ultimi 12,2 chilometri che separano Olginate dal Rifugio Capanna alpinisti monzesi con lo “strappo“ sul sentiero di montagna con un dislivello di mille metri. "La Monza Resegone è molto più di una semplice gara podistica – sottolinea il presidente della Società organizzatrice –: momento di unione e sforzo collettivo, tempra anima e cuore di chi vi partecipa. La Monza Resegone è un’esperienza degna di essere vissuta, una notte magica all’insegna della fatica e della passione, in qualunque condizione meteo. Per questo per affrontarla bisogna essere preparati e innamorati dell’esperienza".

Una corsa epica, a suo modo eroica. Comunque un po’ per tutti: "C’è chi la corre per il tempo e la vittoria, poi ci sono gli appassionati, quelli che noi chiamiamo simpaticamente “tapascioni“ e che corrono senza guardare alla performance. Per loro la vittoria è portarla a casa". In cima, comunque, tutti un occhio al cronometro lo danno. Il record resiste dal 2015: 2 ore 55 minuti e un secondo firmato da Giovanni Gualdi, Carmine Buccilli e Hamed Nasef (Me.Pa Assicurazioni Monza). Tra le donne, il primato (3h 42’ 19”) lo detiene la squadra Calzature Cereda Monza dal 2011.