Viaggio al quartiere San Rocco, da edilizia popolare a modello: "Non siamo più il Bronx"

Pannelli fotovoltaici, ristrutturazioni, nuovi serramenti, cappotto termico e rifacimento intonaci. L’ex avamposto degli operai oggi è diventata una delle zone più servite del capoluogo

Viaggio nel quartiere San Rocco

Viaggio nel quartiere San Rocco

Monza – La situazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica monzese presenta situazioni diversificate. Oggi la situazione a San Rocco, per esempio, è sostanzialmente positiva, sia nelle case gestite dall’Aler in via Fiume, che in quelle comunali di via Paisiello. Addirittura alle case Aler da una settimana hanno finito di montare i pannelli fotovoltaici. "Hanno messo gli ultimi che mancavano in via Monfalcone e via Zara, mentre in via Fiume ci sono già da un po’ - spiega Pino Saccà, referente del Comitato inquilini case Aler di San Rocco -. Poi abbiamo rifatto gli autoclavi, messo i quadri elettrici nuovi. Con Aler in questi anni stiamo facendo ottime cose".

"Qui ci sono 286 alloggi, divisi in 6 lotti, con 16 scale, quasi un piccolo paese - continua -, e ormai non capita quasi mai che qualcuno si lamenti. Ciò su cui si potrebbe fare di più sono i momenti di aggregazione. Ma una cosa è certa: non siamo il Bronx". Anche le case comunali di via Paisiello hanno rifatto il look da non molto. "Queste case, originarie degli anni ‘50, sono state realizzate con i crismi della robustezza e della gradevolezza estetica - spiega Pietro Zonca, consigliere comunale del Pd e memoria storica del quartiere -. La giunta Faglia ne fece una prima significativa ristrutturazione tra il 2002 e il 2007 cambiando serramenti, finestre, porte, e un effettivo compimento si ebbe con la giunta Scanagatti tra il 2012 e il 2017, con rifacimento di intonaco, cappotto termico e copertura esterna".

Lo stabile, diviso in 4 scale per un totale di 41 appartamenti, ha alle spalle la ferrovia, di fronte la chiesa di San Rocco, e affissa nella parete che chiude il perimetro destro un’edicola votiva con una Madonnina. "San Rocco è stato un quartiere operaio - racconta il consigliere -, di lavoratori di tantissime fabbriche che adesso non sono più attive. Su via D’Annunzio era pieno di negozi, caffè, rosticcerie, salumerie. Poi sono arrivati i supermercati, le cose sono cambiate. Il quartiere si è diversificato, ma è ancora vivo, pieno di stimoli". "Pensiamo al Centro civico - conclude Zonca -, uno dei più attivi della città, alla biblioteca, al Circolo degli anziani, alle tante società sportive, alle scuole che sono tutte in una via di 60 metri. È, in realtà, uno dei quartieri più serviti della città".