Sono una cinquantina i richiedenti asilo nel Centro
Sono una cinquantina i richiedenti asilo nel Centro

Giussano (Monza e Brianza), 12 luglio 2018  – Un ex profugo minaccia, picchia e rapina un operatore del centro di accoglienza. In tutto è avvenuto nella struttura di via Pola, la stessa che lo ha ospitato il giovane africano fino allo scorso giugno. Al centro accoglienza profughi di via Pola, che ospita attualmente una cinquantina di richiedenti asilo, si è consumata la rapina. O. S. un 22enne originario del Gambia con delle forbici ha minacciato un collaboratore della cooperativa Girasole e si è fatto dare 160 euro in contanti. Il giovane conosceva molto bene la struttura, in quanto vi era stato come ospite fino a quando è stato allontanato dal progetto d’accoglienza a causa del suo comportamento. Conoscendo molto bene orari e abitudini si è intrufolato nell’edificio e ha malmenato e minacciato con un paio di forbici affilate uno degli operatori della cooperativa «Il Girasole». Subito dopo è fuggito e si è nascosto per ore mentre i carabinieri del Comando di Seregno capitanati da Danilo Vinciguerra, setacciavano tutta la zona. Dopo oltre quattro ore di ricerche i carabinieri di Besana Brianza anche loro impegnati nelle ricerche del rapinatore lo hanno visto camminare a passo spedito in una via limitrofa . A questo punto lo straniero è stato bloccato dai militari. Il passo successivo degli uomini dell’Arma è stato quello di perquisirlo. Addosso aveva le forbici, il denaro razziato ma anche 20 grammi di marijuana. Gli uomini dell’Arma lo hanno messo in stato di fermo con l’accusa di rapina aggravata e detenzione di sostanze stupefacenti.

Le forbici, come hanno raccontato i testimoni oculari e lo stesso operatore aggredito, erano quelle urilizzate dal giovane rapinatore. Il richiedente asilo, senza fissa dimora, è stato portato in carcere a Monza in attesa che il pm lo porti a processo per i suoi reati.Il responsabile  della cooperativa Davide Panepino non ha lasciato alcuna dichiarazione in merito. Il sindaco Matteo Riva invece ha spiegato: «Lo scorso mese di giugno la cooperativa ha segnalato agli uffici comunali la revoca delle misure di accoglienza del 22enne richiedente asilo proveniente dal Gambia; a quel punto anche la residenza è stata cancellata dai nostri uffici. Non so che dire, se non che sono vicino agli operatori che sono stati coinvolti in questa brutta vicenda. L’augurio è che questo tipo di reato non accada più, ma nello stesso tempo questo episodio resta isolato e non deve essere preso di mira generalizzando il comportamento dei tanti profughi che si comportano in maniera corretta e rispettosa nella nostra città. Addirittura, si sono resi disponibili a collaborare a progetti di lavori socialmente utili. Progetti che sono stati proposti dall’assessorato ai Lavori pubblici».