Papà Salis a Strasburgo: "Situazione molto critica"

Ieri l’incontro con la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola "Alla seconda udienza presenteremo istanza di domiciliari in Ungheria".

Papà Salis a Strasburgo: "Situazione molto critica"

Papà Salis a Strasburgo: "Situazione molto critica"

Il caso Salis arriva a Strasburgo, dove il padre dell’attivista italiana detenuta in Ungheria ha incontrato la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola. L’incontro è avvenuto dopo il flash mob organizzato davanti alla Plenaria per chiedere che Ilaria Salis riceva un trattamento adeguato agli standard europei nelle carceri magiare.

"L’incontro è stato molto positivo, la Presidente lo ha ascoltato con molta attenzione e apprensione e ha ribadito che per quanto di sua competenza continuerà a seguire questa vicenda. Siamo contenti che si allarghi il fronte istituzionale di attenzione", ha spiegato l’eurodeputato di Avs Massimiliano Smeriglio, che ha accompagnato Roberto Salis all’incontro. "La situazione è molto critica per mia figlia – ha spiegato il padre –. Già il 31 gennaio c’è stata una prima comunicazione da parte di Zoltan Kovacs, il portavoce del primo ministro ungherese, che ha mostrato una situazione che non rispecchia la realtà. Nega che condurre un imputato in catene non sia un trattamento inumano, scredita l’avvocato difensore di mia figlia perché è un oppositore politico, diffama mia figlia dicendo che ha soltanto la terza media. E poi sostiene anche che i contatti con la famiglia le sono stati concessi dal primo giorno, quando noi non abbiamo avuto la possibilità di parlare con nostra figlia dall’11 febbraio fino al 6 settembre".

"Ilaria avrà a breve la seconda udienza, che sarà la prima operativa. Sarà un momento importante perché presenteremo istanza di domiciliari in Ungheria e lo faremo alla luce anche delle norme europee, che garantiscono che qualsiasi cittadino europeo, a prescindere dallo Stato ospitante, abbia gli stessi diritti nella detenzione rispetto al suo Paese di residenza. Ciò non è avvenuto – ha concluso il padre –. Ilaria è abbastanza agitata in questo periodo. Ci sono alcune cose che la lasciano molto perplessa, soprattutto le ultime uscite del governo ungherese sono state per lei demoralizzanti. Queste interferenze sul potere giudiziario in Ungheria, fatte da persone che si lamentano che i giornali italiani stanno facendo pressione sulla magistratura ungherese, se non fossero reali sarebbero soltanto ridicole. Mia figlia deve stare chiusa in cella 23 ore al giorno, sono condizioni carcerarie sicuramente non possibili in Italia e assolutamente intollerabili".