Panchina rossa e posto vuoto in Consiglio

In Monza, una panchina rossa contro la violenza sulle donne è stata dipinta insieme, accompagnata da canti, letture e recite. Il Consiglio Comunale ha allestito una sedia vuota, coperta da un drappo rosso, come simbolo di ogni donna vittima di violenza. Un messaggio rivolto agli uomini affinché reagiscano.

Panchina rossa e posto vuoto in Consiglio
Panchina rossa e posto vuoto in Consiglio

Una panchina rossa contro la violenza sulle donne. Ma da dipingere insieme, corredando il tutto con canti, letture, recite.

Ieri mattina, si è mosso il sindacato, con la Cgil. "Le compagne e i compagni della Camera del Lavoro di Monza si sono dati appuntamento nel cortile dell’ingresso (in via Premuda, ndr) per colorare la panchina rossa contro la violenza maschile sulle donne". Un gesto forte arriva anche dal Consiglio comunale a Monza. Una sedia vuota, coperta da un drappo rosso, è stata allestita nell’aula consiliare in occasione della seduta di Consiglio comunale di ieri sera.

Il gesto simbolico promosso dalla presidente del Consiglio Comunale Cherubina Bertola, in collaborazione con l’Ufficio Pari Opportunità, è volto a richiamare l’attenzione sul tema. Accanto alla sedia una riproduzione della panchina rossa Frammento, installata in piazza Trento e Trieste, accompagnata da una citazione estratta dalla Conferenza mondiale sui diritti umani di Vienna del 1993 “I diritti umani delle donne e delle bambine sono parte inalienabile, integrale e indivisibile dei diritti umani universali. La violenza di genere è incompatibile con la dignità e il valore della persona umana e deve essere eliminata”. La sedia rossa, che rimarrà vuota davanti ai banchi del Consiglio, simboleggia ogni donna non più presente a causa della violenza di genere, e rappresenta un messaggio rivolto agli uomini affinché reagiscano quando vedono, nella vita privata o al lavoro, fenomeni di abuso, violenza e prevaricazione nei confronti delle donne. "L’iniziativa - spiega Cherubina Bertola - vuole invitare al coraggio gli uomini non violenti, che sono la maggior parte, affinché intervengano richiamando, censurando o, se necessario, denunciando l’amico, il collega o il parente che vedono commettere violenza".