Un laboratorio all'ospedale di Vimercate
Un laboratorio all'ospedale di Vimercate

Vimercate (Monza Brianza), 16 maggio 2019 - È quasi un oracolo in grado di prevedere il futuro, ma non ha nulla di misterioso. L’intelligenza artificiale sbarca in corsia, nell’ospedale di Vimercate: un algoritmo messo a punto dai cervelli della Asst brianzola, tutto pensato in casa, aiuterà i medici a fare la diagnosi e a giocare d’anticipo sulle cure e sugli esami. Non si attenderà più di avvertire un sintomo per cominciare a cercare la causa.

Grazie alla sua capacità di elaborazione, infatti, il robot fornirà agli specialisti una previsione con basso margine di errore sulle malattie che colpiranno il degente in futuro. La sperimentazione avviata a novembre è stata confermata dai vertici aziendali: entro il 2021, la macchina amplierà il suo lavoro e si occuperà di ciascuno dei 30mila ricoveri annui nella struttura. Due gli obiettivi che la svolta permetterà: «Il più importante è la sicurezza del paziente – spiega il direttore generale Nunzio Del Sorbo –, l’effetto secondario sarà quello dell’ottimizzazione delle risorse economiche». «Potendo tracciare in anticipo la storia clinica di ciascuno, spenderemo meglio. Esattamente, dove serve», aggiunge il manager. Dietro alla svolta tecnologica, uno staff tutto interno all’azienda, guidato da Giovanni Delgrossi, responsabile dei servizi informatici. È lui che guida la sperimentazione con Almaviva, colosso italiano del settore, che ha scelto proprio un’azienda defilata ma all’avanguardia come quella di Vimercate per testare e lanciare il servizio della diagnosi “su misura”. Cure personalizzate come un abito tagliato da un sarto «sono il futuro», conferma il responsabile dell’information technology, che vanta 11 anni di innovazioni consolidate a partire dalla cartella clinica elettronica, un’eccellenza tutta brianzola studiata come modello nel resto del Paese e all’estero.

È proprio grazie alla vecchia scheda che un tempo era appesa ai letti dei degenti, trasferita on-line, che l’androide potrà immagazzinare una mole enorme di informazioni sul singolo malato restituendo una sorta di vaticinio «su cronicità e complicanze post-operatorie». In altre parole, studiando cosa è accaduto ad altri ricoverati nelle stesse condizioni si otterrà una previsione affidabile sui rischi che ciascuno corre. Infezioni, ricadute, complicanze e malattie che potrebbero insorgere in futuro. E grazie a questi dati si potrà risparmiare tempo. «Una rivoluzione copernicana nell’approccio alle terapie basata su una architettura software che agevola l’accesso in tempo reale ai dati del malato, ma anche una infrastruttura tecnologica che aiuta i medici direttamente accanto al letto», spiega Delgrossi. Tutto sarà fatto lì, nel piccolo spazio che ciascuno occupa quando è ricoverato. Si partirà dai diabetici. Qui l’obiettivo è individuare precocemente chi è a rischio per correre ai ripari, anche grazie all’aiuto della letteratura scientifica. «Per noi un passaggio fondamentale verso la medicina di precisione – sottolinea Del Sorbo –, ambito nel quale stiamo investendo». Sul caso Vimercate sono al lavoro gli esperti di Deloitte, una delle prime quattro aziende al mondo di consulenza e revisione nel campo dell’informatica sanitaria. I suoi tecnici hanno già visitato l’ospedale alle porte di Monza per verificarne lo stato di digitalizzazione, in vista di un report internazionale che lo inserirà tra le eccellenze.