Il cantiere fermo
Il cantiere fermo

Monza, 17 dicembre 2015 - Il cantiere dell’ospedale è ancora fermo. La nuova palazzina vuota. Nessuno è ancora entrato a mettere nemmeno una sedia. Nonostante la promessa di una svolta immediata per sbloccare i lavori e completare, con almeno 5 mesi di ritardo, la fase 1 della faraonica ristrutturazione del San Gerardo. Eppure, dopo l’ultima passerella del sindaco e dei consiglieri di Monza, dei vertici di Infrastrutture Lombarde e delle imprese che stanno realizzando l’opera, l’orizzonte era stato fissato a metà febbraio.

L’apertura del nuovo edificio e del vecchio avancorpo ristrutturato (che rappresenta il 40% di avanzamento dell’intervento complessivo, una fase da quasi 60 milioni di euro sui 207milioni totali dell’appalto) prevista per il giorno di San Valentino. Prima i collaudi entro novembre, poi subito l’installazione di arredi e attrezzature fino al trasloco dal monoblocco del day hospital, del Cup, degli ambulatori per le visite specialistiche, del centro prelievi, di un servizio di radiologia dedicato ai pazienti ambulatoriali, di un centro chirurgico con proprie sale operatorie e di una serie di servizi di accoglienza (negozi, bar, ristorante per un totale di 15 attività commerciali, e un’area congressuale).

Nel rinnovato vecchio avancorpo, invece, traslocheranno la Neuropsichiatria infantile, gli ambulatori e il day hospital oncologico, la direzione sanitaria e la Terapia intensiva neonatale a cui saranno riservati 2mila metri quadrati. Un’operazione che, in base al bando di aggiudicazione, prevede una durata di 145 giorni. Quasi cinque mesi. Solo che nei circa 26mila metri quadrati da arredare non si muove foglia. Le squadre delle due ditte a cui è stato assegnato il compito di riempire quella che oggi resta una scatola vuota (la Missaglia di Lissone e la Givas di Saonara, in provincia di Padova) non hanno potuto mettere piede in ospedale.

Le uniche presenze sono i tre addetti incaricati da mesi di fare la guardia contro possibili incursioni notturne di vandali o sbandati e di mantenere struttura e impianti in esercizio per evitare il degrado. Intanto il tempo passa. A metà febbraio di mesi ne mancano solo due. Con il rischio che il cronoprogramma si allunghi ulteriormente, rimandando le fasi più invasive del cantiere ovvero quelle all’interno del monoblocco. Le opere propedeutiche all’avvio della ristrutturazione dei 12 piani del settore B potranno partire progressivamente con il trasloco delle attività destinate al nuovo avancorpo: 528 giorni la durata dei lavori più un altro mese per consentire i collaudi e gli allestimenti. Nel 2017, invece, le squadre di operai dovrebbero mettere mano al settore C mentre l’anno successivo toccherà al settore A. Fino al 2019. Almeno sulla carta.