Orwell e la dittatura del pensiero. La versione di Corrado Accordino

Il regista e autore teatrale riscrive l’inquietante capolavoro “1984” e lo mette in scena al Binario 7 di Monza. Un musical nero sull’ossessione del Grande Fratello con le coreografie della ballerina Romina Contiero.

Orwell e la dittatura del pensiero. La versione di Corrado Accordino

Domani alle 20.30, Corrado Accordino apre le porte prove alle prove: spettacoli in scena da giovedì 29 a sabato 2, alle 21 e domenica 3 marzo, alle 16

Il virus del pensiero unico collettivo sarà il leit motiv della settimana del Binario 7. Debutta giovedì 29 il capolavoro distopico di George Orwell, nella nuova produzione della Compagnia Teatro Binario 7, per la drammaturgia e regia di Corrado Accordino, stagione di prosa “Teatro+Tempo presente“. Diventa una sorta di musical noir, con le coreografie e Romina Contiero, ballerina e coreografa modern e contemporary. La dittatura del pensiero unico, massificato, regolato da leggi politiche totalitarie, per cui chi è indipendente è isolato. Spettacoli da giovedì 29 a sabato 2, alle 21, domenica 3, alle 16. Biglietto intero: 20 euro. Lunedì 26 febbraio ore 20.30, Accordino apre le porte alla creazione del suo spettacolo. Per partecipare gratuitamente alla prova aperta è necessario prenotare via mail a proveaperte@binario7.org, entro le 18 di lunedì. Sabato 2 marzo, alle 11, incontro con l’autore/regista e il cast, al Libraccio di via Vittorio Emanuele II, a Monza. Partecipazione gratuita, prenotazioni a promozione@binario7.org entro le 18 di venerdì 1° marzo. Domenica 3, dopo lo spettacolo, Corrado Accordino e gli attori si fermeranno per rispondere alle domande del pubblico. Un testo preveggente quello di Orwell. Oggi la limitazione della vita privata è evidente. Nessuno è mai solo. Tutti siamo monitorati e ripresi da telecamere per strada, registrati dai telefonini o dai satelliti. Viviamo nella costante minaccia di una catastrofe imminente, politica, geologica o terroristica. Il potere di controllo e di seduzione che i media esercitano sulle nostre paure e sui nostri desideri è evidente. In scena 5 personaggi, raccontati nel loro annientamento esistenzialema utili al progredire del sistema. Personaggi privi di una vita intima e privata. E poi il senso della ribellione, il coraggio di non fare la ‘cosa giusta’.

L’occhio osservatore del Grande Fratello sarà presente ovunque, come un monito onnisciente. "Trovo straordinario che l’unico luogo in cui Winston trovi la libertà di esprimersi sia su un diario cartaceo - osserva il regista - La carta ospita il pensiero libero di chi ha una visione del mondo diversa dalla massa. Non i social, non i media, non gli altoparlanti, ma la carta e la penna sono l’unica via d’uscita del pensiero libero. Il linguaggio viene reso sempre più debole: cancellate le parole si cancella il pensiero". A sottolineare la drammaticità della situazione, le musiche spaziano da “Arancia Meccanica” a “La La Land”: una base scanzonata e leggera stride e rende ancora più crude scene fortemente drammatiche.