BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Omr, nel futuro da mezzo secolo: "Facciamo funzionare il mondo"

Il traguardo dell’impresa di famiglia che produce circuiti stampati per auto ed elettrodomestici

Omr, nel futuro da mezzo secolo: "Facciamo funzionare il mondo"

Omr, nel futuro da mezzo secolo: "Facciamo funzionare il mondo"

Olivetti aprì la strada e Gino Meroni ne intuì tutto il potenziale: 50 anni fa a Concorezzo con 7 dipendenti fondò la Omr e oggi l’azienda dei circuiti stampati, che ha già arruolato la terza generazione, festeggia il traguardo del mezzo secolo di vita. A celebrarlo gli eredi. "Nostro padre era un uomo con una visione", dice la figlia Gabriella, amministratore delegato del gioiello di famiglia. Lei e il fratello Andrea hanno continuato il sogno fra difficoltà e soddisfazioni. La crescita negli anni Novanta sull’onda della internazionalizzazione, una rotta affascinante che ha portato i loro prodotti in tutto il mondo e oggi nel polo brianzolo sono in 60 ed esportano quasi tutto, il 90%. Non li ferma nulla, neanche i venti di crisi, "l’elettronica non sta vivendo un momento facile fra difficoltà sui componenti, costi dell’energia e due guerre, ma le prospettive non mancano – aggiunge l’ad – i circuiti stampati sono dappertutto, in auto, in casa, negli elettrodomestici". Per fare fronte alla situazione i brianzoli hanno dovuto riorganizzarsi, "nel canale di Suez non passa più nessuno per via degli Houthi, adesso le materie prime che acquistiamo a Taiwan e in Cina fanno il giro dal Capo di Buona Speranza: significa 40 giorni in più di viaggio, ma se l’armatore decide di servire prima grossi porti del Nord aspettiamo anche oltre". "Il segreto per farcela sta nella pianificazione degli approvvigionamenti", spiega la manager, un lavoro di cesello quotidiano. Esempio della piccola impresa familiare di successo, Omr è un punto di riferimento del mercato europeo, un marchio che ha scritto la storia del settore e ad alzare il calice a un avvenire luminoso quanto il passato è arrivato anche Alessandro Spada, presidente di Assolombarda.

"Siamo la tipica azienda brianzola – sottolinea Meroni –, per noi la ditta è casa e le due realtà si fondono. Io e mio fratello siamo stati in prima linea tutti i giorni in questi 50 anni, siamo storia o “archeologia“ anche noi e siamo ancora qui. Ma il futuro sono i giovani, già al lavoro da qualche anno". Le immagini indelebili per lei sono "il ricordo della lungimiranza di papà e mia figlia Sara al mio fianco, qui". Al gala riflettori puntati sul personale: "Siamo cresciuti con voi e grazie a voi, in un mercato complesso ma che ci ha visto e ci vede protagonisti". Unico rammarico, essere cenerentola in Italia e in Europa per le istituzioni. "Nel Chips Act i circuiti stampati non hanno avuto voce, eppure, senza, i microprocessori non servono a nulla".