Medici in prima linea. Assalto al Pronto soccorso: "Troppe tensioni coi pazienti ma non facciamo miracoli"

Desio, la responsabile del reparto: "In aumento le pretese e l’aggressività". Ogni giorno una media di 180 accessi, spesso ci sono anche problemi sociali.

Medici in prima linea. Assalto al Pronto soccorso: "Troppe tensioni coi pazienti ma non facciamo miracoli"

Medici in prima linea. Assalto al Pronto soccorso: "Troppe tensioni coi pazienti ma non facciamo miracoli"

Il problema è noto, diffuso e urgente. Le troppe aggressioni - verbali e a volte persino fisiche - contro infermieri, medici e operatori dei pronto soccorso. Si moltiplicano i casi e le denunce. Insieme a tante altre, una causa sono i tempi di attesa, le carenze di personale, le strutture e le attrezzature spesso vecchie o mancanti. L’ultima denuncia, in Brianza, arriva da Isabella Riva, primario del pronto soccorso del Pio XI di Desio, che registra una media di 65mila accessi all’anno, ovvero 180 al giorno. Negli ultimi 15-20 giorni, tra l’altro, si è arrivati a oltre 200 accessi quotidiani per colpa, soprattutto, dei virus respiratori. "In pronto soccorso – dice il primario – riscontriamo come la domanda di salute sia spesso anche domanda di assistenza, cura, presa in carico con tutte le problematiche di carattere sociale che i diversi casi si portano dietro. Penso agli anziani o ai grandi anziani, spesso soli; penso all’interlocuzione frequente che abbiamo, con gli assistenti sociali in ospedale e sul territorio". Uno scenario quanto mai complesso, che talvolta degenera, "c’è la questione dell’aumento dell’aggressività in pronto soccorso – sottolinea il medico – e delle pretese talvolta violente e ingiustificate nei confronti degli operatori impegnati generosamente e in modo straordinario, anche tra diverse criticità, per una presa in carico del paziente che è molto più complessa rispetto al passato. Sono azioni e comportamenti che in taluni casi si scaricano sugli ambienti e i beni tecnologici della nostra struttura: beni comuni, che appartengono a tutti. Non è accettabile e non è giusto". Inaccettabile e ingiusto, senza dubbio, come tutte le forme di violenza. Anche se altrettanto inaccettabili e ingiuste sono le infinite attese e i grossi disservizi che si registrano in tutti i pronto soccorso. Con la necessità di intervenire su spazi e strutture, come a Desio si sta cercando di fare in maniera molto forte: nelle ultime settimane, ad esempio, in attesa di un ampliamento complessivo di tutto il pronto soccorso, sono nate la nuova Osservazione Breve Intensiva (OBI), e nuovi spazi per il pronto soccorso pediatrico. L’OBI è un’area in cui sono ospitati i pazienti che non necessitano di un ricovero immediato, ma di una terapia con osservazione clinica o di ulteriori approfondimenti diagnostici prima di un eventuale invio in reparto (in genere, poco meno del 10% dei casi) o della dimissione.

La nuova Osservazione di Desio ha attualmente una dotazione di 6 posti letto (ne sono previsti prossimamente altri quattro). Gli ambienti sono stati assolutamente riqualificati e sono stati allestiti supporti tecnologici di ultimissima generazione. I letti sono tutti monitorati e dispongono di un sistema di telemetria che consente ad ogni istante la rilevazione a distanza di tutti gli indicatori che interessano il paziente in osservazione. "Gli standard di sicurezza rispetto al passato, dunque – spiega Riva – sono notevolmente aumentati e al massimo livello attuale". Tra le dotazioni dei posti letto anche un sollevatore automatico per una migliore mobilizzazione del paziente obeso. Anche il nuovo pronto soccorso pediatrico (in precedenza era situato all’interno del reparto) è adiacente agli ambienti dell’emergenza-urgenza dell’ospedale. Il che consente ai pediatri di operare con contatti più puntuali con gli operatori medici e infermieristici del Pronto soccorso. Assolutamente inedita è l’OBI pediatrica, con due posti letto.