Mar.Co., marinai di pianura. Da Miami alla Thailandia. I gommoni extra lusso sono tradizione di famiglia

Da 50 anni il piccolo cantiere navale di Muggiò è leader nel mondo dei mezzi di alta gamma "Passione per l’eccellenza e prodotti personalizzati realizzati in maniera artigianale".

Mar.Co., marinai di pianura. Da Miami alla Thailandia. I gommoni extra lusso sono tradizione di famiglia

Mar.Co., marinai di pianura. Da Miami alla Thailandia. I gommoni extra lusso sono tradizione di famiglia

La Mar.Co. (Marine Costruzioni) di Muggiò è da 50 anni una delle aziende leader della nautica made in Brianza, producendo gommoni riconosciuti in tutto il mondo come tra i migliori del settore. Dopo che Mario Zamuner la fondò a Seregno nel 1974, la gestione è rimasta a conduzione familiare, nella mani ora dei figli Mauro e Marco e dei nipoti Alberto e Andrea. Il giovane Andrea, 32 anni, accompagna alla scoperta del piccolo cantiere navale - una sorta di scrigno produttivo al centro di Muggiò - dove nasce tutto.

Sono prodotti unici ed esclusivi?

"In questo settore siamo tra le aziende coi prezzi più alti perché ogni nostro prodotto è su ordinazione e personalizzato. Il gommone come prodotto artigianale di qualità è quasi esclusivamente italiano, un nostro fiore all’occhiello. Noi poi abbiamo una tradizione di 50 anni nei quali abbiamo mantenuto lo stesso marchio, la stessa conduzione, lo stesso nucleo produttivo".

Che caratteristiche hanno le vostre barche?

"Siamo in un range di medie dimensioni che va dai 7,4 ai 10,7 metri, per un valore che può oscillare dai 100mila ai 500mila euro, a seconda delle personalizzazioni: tipo di motore, materiali usati, componentistica. È chiaro che la qualità costa tanto, noi ci rivolgiamo a un mercato nautico di lusso".

Quali aspetti vi contraddistinguono?

"Direi sicuramente due: la qualità delle carene, che offrono un’ottima tenuta di mare e un’ottima navigazione; e il livello del montaggio e dei materiali, anche se questi ultimi possono variare in base alle indicazioni e alle disponibilità dei clienti. In ogni caso come fornitori abbiamo aziende di alta qualità, molte brianzole e dell’hinterland milanese, e quasi tutte italiane. Da 50 anni inoltre facciamo innovazione: siamo noi stessi a provare le nostre imbarcazioni, da fruitori ci accorgiamo degli aspetti di volta in volta migliorabili. Tante nostre intuizioni nel tempo sono state prese a modello anche da altre aziende".

Qual è il segreto per riuscire ad andare tanto avanti nel tempo?

"La passione per il nostro lavoro e la volontà di eccellere. Tutto partì da mio nonno Mario che venuto dal Veneto per lavorare alla Pirelli traslò le competenze acquisite lì in una nuova attività su cui decise di scommettere. Nel tempo siamo sempre andati a realizzare gommoni più grandi e sofisticati. Oggi abbiamo un’azienda che fattura quasi 5 milioni di euro all’anno, con 11 dipendenti e un mercato che per il 60% è estero, con vendite anche a Miami, Sydney, Thailandia, oltre che essere consolidati in Italia. Per il futuro vorremmo aumentare le misure delle nostre imbarcazioni arrivando ai 12 - 15 metri di lunghezza. In questo momento a tirare è soprattutto il mercato del lusso, mentre la piccola nautica sta soffrendo, soprattutto per il rincaro dei prezzi degli ultimi anni".

Dunque il mercato nautico è in un momento di difficoltà?

"In realtà noi abbiamo avuto 3-4 anni di boom pazzesco dopo il Covid. Quest’anno si sta registrando un rallentamento, dovuto più che altro all’aumento di oltre il 30% del costo delle materie prime, soprattutto di vetroresina e acciaio. C’è da dire però che il mercato nautico è sempre stato così, fatto di alti e bassi".

In cosa si potrebbe migliorare a livello politico per aiutare le aziende?

"Sicuramente cercando di contenere l’inflazione. Poi un aspetto che non condivido è che vengano versati stanziamenti a fondo perduto per le aziende di questo settore del sud. Comprensibile dare aiuti per attività che sono per un mercato locale, come ristoranti e attività commerciali per esempio. Se si parla però di mercati nazionali e internazionali i finanziamenti pubblici a fondo perduto creano distorsioni di mercato e penalizzano chi non li riceve".