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1 mag 2022

Lunedì i funerali di Fabiola Colnaghi L’abbraccio di tutta la comunità

Il sindaco di Aicurzio ha proclamato il lutto cittadino. Don Stefano: "È il momento della preghiera"

barbara calderola
Cronaca

di Barbara Calderola

I capelli castani sciolti sulle spalle che le incorniciano il viso. Il sorriso. Così Aicurzio vuole ricordare Fabiola Colnaghi, la mamma di 58 anni uccisa a calci e pugni dal figlio 23enne Davide Garzia il 21 aprile all’ora di pranzo durante un litigio. Lunedì, alle 16.30, in chiesa parrocchiale si terranno i funerali.

L’intera comunità abbraccerà la donna per l’ultima volta. Il sindaco Matteo Baraggia ha proclamato il lutto cittadino: "Dolore e sconcerto scuotono la comunità per questa tragica scomparsa. E’ un modo per onorare la memoria di questa madre".

In paese nessuno riesce a farsi una ragione di quel che è successo. "Si sono dette tante cose, la verità è che non c’è stato nessun segnale premonitore e non c’era neppure la situazione tesa che si è voluto far credere – aggiunge il primo cittadino –. Il figlio si era diplomato e dopo un anno di università aveva lasciato gli studi. Una scelta coincisa con lo scoppio della crisi sanitaria. In casa c’era preoccupazione per il suo futuro. Sfido qualunque genitore a non capire. Nulla di più. Su quel giorno invece penso sia meglio non sputare giudizi frettolosi".

Davide, che ha confessato il massacro della casalinga ed è in cella a Monza con l’accusa di omicidio volontario aggravato e vilipendio di cadavere, si era chiuso in se stesso. Schivo, timido, si era convinto che la famiglia avesse ordito un complotto ai suoi danni, cioè che in un piccolo centro dove tutti si conoscono i familiari sparlassero di lui.

Circostanze prive di riscontri ma che forse sono state il substrato della rabbia esplosa senza perché. Il ragazzo ha raccontato agli inquirenti di aver colpito Fabiola al volto, alla pancia e di averne cosparso il viso con la candeggina, dopo averle tagliato i capelli con una forbice e scritto insulti sulle gambe. La sua colpa? "Mi trascurava".

Un film dell’orrore sul quale Aicurzio fa calare il silenzio. "E’ il momento della preghiera per la mamma strappata ai suoi affetti", dice il parroco don Stefano Strada.

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