CRISTINA BERTOLINI
Cronaca

Luce sul Duomo. Un Dizionario per sfatare le false leggende

Presentato ieri l’ultimo studio dopo 30 anni . Un vocabolario con 250 lemmi e 380 immagini.

Luce sul Duomo. Un Dizionario per sfatare le false leggende

Luce sul Duomo. Un Dizionario per sfatare le false leggende

Il Duomo, la facciata, i suoi affreschi, il tesoro e poi la gerarchia ecclesiastica e i falsi miti. È tutto racchiuso nella pubblicazione “Le parole del Duomo. Dizionario“, un vero e proprio vocabolario con 250 lemmi e 380 immagini che compongono il volume, pubblicato per volere della Fondazione Gaiani, per ripercorrere la storia del Duomo dal VI secolo all’età contemporanea. È stato presentato ieri, alla Sala del Granaio in un incontro promosso dall’ordine dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia MB.

In cattedra i direttori scientifici-curatori editoriali del progetto. Il professor Renato Mambretti dell’Università Cattolica di Milano, ha curato l’aspetto storico del Duomo e dei personaggi che lo abitavano: canonici presbiteri, diaconi, subdiaconi, decumani, custodi e arcipreti. Il dottor Giustino Pasciuti, già direttore della Biblioteca civica di Monza, si è occupato della Biblioteca capitolare e degli studiosi: Frisi, Burocco, Aguilhon, Varisco. Il professor Roberto Cassanelli, docente nella Scuola di specializzazione in beni storico-artistici dell’Università Cattolica, ha approfondito l’aspetto artistico. "Sono partito dai macro temi architettura, pittura, scultura e arti minori – racconta Cassanelli – costruendo una prima struttura di voci biografiche, all’interno delle quali ho approfondito i temi trasversali e così i miei colleghi. Da ormai 30 anni non esistevano opere complessive sulla storia del Duomo, secondo le più moderne richerche. Perciò abbiamo voluto fare il punto sulla storia critica, col supporto di oltre 40 specialisti". Il professor Cassanelli nel Dizionario si addentra in temi spinosi che hanno diviso i critici nei decenni: "La Corona Ferrea – sottolinea – è una corona votiva, quindi non fatta per essere indossata, di formato ridotto e il chiodo è un elemento di contenimento. La sacralità è stata abilmente costruita dai Visconti, per accreditarsi con l’imperatore Carlo lV, ricercatore devoto di reliquie della Croce, recuperando la tradizione imperiale del XII secolo e quella ambrosiana che parla dei chiodi della croce di Cristo". Allo stesso modo, la torre longobarda non è longobarda e non è una torre, ma il primo campanile del Duomo, di età carolingia, tra la cappella di Teodolinda e le sacrestie.

Curiosa anche l’origine delle 16 ampolle del tesoro, reliquie ambientali, recanti l’olio delle catacombe dei martiri di Roma e Gerusalemme. Argomenti sviluppati dalle ricerche dagli anni ‘90 ad oggi, che già fanno discutere.