Monza Andrea ideatore lucchetti di plastica in 3d
Monza Andrea ideatore lucchetti di plastica in 3d

Monza, 17 gennaio 2020 -  Dyamer non è soltanto la sintesi, in un’unica parola, di amore, diamond, perseveranza, immortalità, esserci quando non ci saremo più. Dyamer è un sistema futuristico per mantenere i messaggi e le memorie. Pensato da chi, cinque anni fa, ha visto la morte in faccia e ha realizzato che, se non gli fosse andata bene, avrebbe lasciato "tante cose non dette" a sua moglie e ai suoi figli.

Così Andrea Pernarci, origini triestine ma arcorese d’adozione, ha pensato bene di inventarsi un sistema evoluto di realtà aumentata costituito da una App per lo smartphone (Dyamer Eco, disponibile per tutti i sistemi operativi) unita a una chiave d’accesso, che può essere un qr-code. Un sistema che consente di registrare dei messaggi e dedicarli a una persona, a un gruppo, oppure renderli pubblici. All’atto pratico, il codice viene stampato su un oggetto. "Siamo partiti da un eco-lucchetto stampato in 3D con un filamento realizzato con pasta di mais e patate che a contatto con l’acqua si scioglie, come i sacchetti biologici - spiega Pernarcic -. E questo intanto risolve il problema dell’inquinamento dei lucchetti di metallo, che danneggiano l’architettura. Consente di geolocalizzare un video messaggio e può essere usato in kit, per creare simpatiche cacce al tesoro, o percorsi guidati in mezzo a parchi o musei". Uno sviluppo della moda nata a ponte Milvio, a Roma. Mutua da un libro di Federico Moccia, ha portato molti innamorati a fissare proprio a ponte Milvio un lucchetto con scritta sopra la “promessa d’amore”. Una moda poi “attecchita” anche sul ponte dei Leoni a Monza.

Anche per questo l’eco-lucchetto è un progetto sul tavolo dell’amministrazione comunale di Monza che sta studiando proprio di avviare una sperimentazione turistica al Ponte dei Leoni: appena ci si avvicina al ponte, tramite la App sul telefonino dei turisti ma anche dei monzesi in cerca di curiosità sulla propria città, viene visualizzato un video che racconta la storia e le informazioni di quel determinato luogo. E così si possono creare dei percorsi in città. Allo stesso modo il lucchetto (che costa 10 euro e a cui è associato un qr-code) "può essere usato per fare una proposta di matrimonio con un messaggio che si aprirà nel giorno, nell’orario e nel luogo romantico stabilito, personalizzabile con colore, scritta, forma (per San Valentino a forma di cuore o di gioiello), in materiale fosforescente – continua "il signore dei lucchetti" -. Mentre gli enti del terzo settore possono utilizzarlo per raccogliere fondi, geolocalizzando un link a una piattaforma di crowdfounding. Un negozio, invece, potrebbe utilizzarlo come strumento di marketing, richiamando potenziali clienti in un determinato posto per poter sbloccare un codice di sconto".

Lo stesso si può fare pensando al dopo di noi, potendo decidere di "inviare gli auguri di compleanno a mio figlio quando avrà 30 anni, magari destinandogli una somma in denaro con cui potrà comprarsi ciò che vuole. Insomma posso mettere in memoria messaggi geolocalizzati, che mi consentono di essere presente pur non essendoci, programmando delle date in cui saranno sbloccati i messaggi". Ci sono poi due versioni di lucchetto, una azzurra e l’altra rosa, dedicati ai neonati, su cui genitori, ma soprattutto nonni e bisnonni, possono caricare racconti per il nipotino, lasciando in eredità non soltanto immagini o filmati ma anche il ricordo della voce. Al momento, però, ogni lucchetto, ogni oggetto è associato a un unico codice a cui è possibile agganciare un solo messaggio, non modificabile. "Il prossimo step a cui stiamo lavorando è Dyamer Pass – anticipa Pernarcic -, un sistema di geolocalizzazione di videomessaggi perpetuo. Dura per sempre e ogni volta che si registra un nuovo messaggio il precedente si cancella. Così da poter geolocalizzare all’infinito".

Le potenzialità sono sconfinate. Negli uffici monzesi della società che Pernarcic ha fondato - la Eternity – insieme con Francesco Paterna e Alberto Benini, è nato anche un altro innovativo progetto, il testamento olografo digitale: "Parte sempre dalla necessità di risolvere un bisogno e poi va a ingegnerizzarsi nella produzione industriale – spiega -. Consente a chiunque di poter depositare il proprio testamento olografo, di scansionarlo in App, di registrarlo con il sistema Proofy®, e certificare l’avvenuto deposito. Non può essere rubato, modificato o annullato. Consente di definire cinque esecutori testamentari che alla morte del compilatore riceveranno la copia digitale del testamento e del video allegato, con l’indicazione di dove si trovano gli originali". La durata può essere di 5 o 20 anni, e si possono depositare fino a 6 revisioni per il primo e 11 per il secondo, comprese nel prezzo (500 o mille euro).