Lo svincolo delle Olimpiadi. San Rocco dice no all’opera da 40 milioni: "Una follia da evitare"

Il potenziamento dell’interconnessione A4-A52 è previsto da 32 anni, ora l’accelerazione. Quattro rami, due rotatorie e un nuovo tratto di collegamento autostradale in galleria.

Lo svincolo delle Olimpiadi. San Rocco dice no all’opera da 40 milioni: "Una follia da evitare"

Lo svincolo delle Olimpiadi. San Rocco dice no all’opera da 40 milioni: "Una follia da evitare"

Lo svincolo di San Rocco/Sant’Alessandro è "una follia da evitare". Il progetto di potenziamento dell’interconnessione A4-A52, connesso alle Olimpiadi invernali 2026, "porterà traffico, dissesto per tutto il quartiere, inquinamento che causa gravi patologie respiratorie e lede il diritto alla salute".

Giovedì sera, durante un’affolatissima assemblea al centro civico, i cittadini hanno battuto i pugni sul tavolo, chiedendo alle assessore alla partecipazione Andreina Fumagalli e all’Ambiente, energia e mobilità Giada Turato di farsi portavoci perché il sindaco intervenga per bloccare i lavori. L’opera, in capo a Milano Serravalle, programmata da 32 anni (con stanziamento di 40 milioni di euro), prevede quattro rami di interconnessione, due rotatorie e un nuovo tratto in galleria di collegamento tra la barriera della A4 e la A52; ha l’obiettivo di velocizzare i percorsi per raggiungere i luoghi dove si svolgeranno le gare. Ma uscirebbe allo scoperto a ridosso di via Gentili, dove si trovano la scuola media Pertini, la primaria Omero e il campo da calcio dei ragazzi, proseguendo in trincea fino a Rho.

"Il nostro quartiere è già martoriato dalla ferrovia, dalla Monza-Rho, dal corridoio aereo e dal metanodotto interrato – dicono i residenti – nei nostri cortili ci sono i tralicci, avvertiamo vibrazioni e abbiamo piastrelle rotte in casa. Ci manca anche questa"". Il progetto preliminare è al ministero dell’Ambiente per la Valutazione d’impatto ambientale; l’inizio lavori sarebbe previsto per giugno 2024, ma non è ancora stato redatto il definitivo. L’avvocato Giovanni Testa, che sostiene il Comitato San Rocco, propone il ricorso al Tar, sul progetto definitivo, in nome del diritto alla salute. E se Serravalle vorrà realizzare il maxi svincolo, dovrà almeno interrarlo. È quanto aveva chiesto anche Pietro Zonca (Pd) in consiglio comunale, con un’apposita interrogazione (10 luglio 2023) in cui si chiedeva anche di mantenere l’uscita su via Borgazzi (ipotesi originaria). L’assessora Giada Turato ha spiegato che anche in questi giorni insieme al sindaco Paolo Pilotto sta dialogando con i tecnici di Serravalle, escludendo un secondo tratto, per eccessivo consumo di suolo, in corrispondenza dell’area agricola su viale Campania, peraltro già destinata a deposito dei treni della metropolitana, quindi è rimasta solo la prima parte del progetto.

Marco Fumagalli, ex consigliere regionale, sottolinea che il M5S è contrario alla realizzazione dello svincolo sulla A52 che devasterà il quartiere San Rocco di Monza. "Per ostacolarne la realizzazione – dice – il Movimento propone che la sia costruito solo se il casello di Sesto San Giovanni e Agrate Brianza verranno immediatamente rimossi, evitando l’intasamento della viabilità ordinaria per non pagare il pedaggio. Porteremo l’istanza in Consiglio regionale per sottoporla a dibattito pubblico. In questo modo si potrà anche rallentare di almeno 120 giorni i tempi di progetto. Uniti ai tempi per esperire la gara pubblica, rendono evidente l’impossibilità di realizzare l’opera per le Olimpiadi di Cortina che perciò diventa inutile. In analogia con quanto proponiamo per Pedemontana, gli atti amministrativi relativi all’opera devono essere impugnati al Tar. Qualora si ottenesse una sospensiva è evidente che l’opera, non più necessaria per le Olimpiadi, non avrà motivo per essere realizzata".