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10 feb 2022

Vimercate, cacciata dal Comune ma aveva l'esenzione. Il caso finisce in Parlamento

Il caso dell’anziana senza Green pass che non è riuscita ad accedere agli uffici comunali

barbara calderola
Cronaca
Il leghista Massimiliano Capitanio, primo firmatario dell’interrogazione
Il leghista Massimiliano Capitanio, primo firmatario dell’interrogazione

"Pensionata con esenzione dalla vaccinazione cacciata dal Comune", il caso finisce in Parlamento e sul tavolo del prefetto. A fare rimbalzare a Roma la vicenda che si è consumata a Vimercate è il deputato leghista Massimiliano Capitanio, che chiede alle istituzioni "di richiamare il Municipio al rispetto dei diritti e del buonsenso". Ma l’amministrazione non ci sta e respinge ogni addebito al mittente: "Sono state applicate le regole per tutelare la salute di tutti". Duello a distanza dai toni aspri intorno alla vicenda di una 75enne di Ruginello che si è presentata a Spazio Città, lo sportellone che riunisce tutti gli uffici pubblici, per ritirare la carta di identità, "senza esibire il certificato – spiega la vicesindaca Mariasole Mascia –. Può darsi che ce l’avesse, ma la signora ha dato subito in escandescenze impedendo al personale di svolgere il proprio lavoro e di verificare". Impasse "risolta in 5 minuti – aggiunge – grazie a una delega all’accompagnatrice che ha preso il documento al posto suo. I funzionari hanno fatto il loro dovere chiedendo il green-pass. Davanti al diniego di mostrare l’esenzione hanno comunque trovato una soluzione". Ma per Capitano "si è andati oltre", e così ha chiesto alla prefetta Patrizia Palmisano di censurare l’episodio: "I municipi – spiega – sono le case di tutti i cittadini e quanto successo a Vimercate non può lasciarci indifferenti. In questo momento di estrema difficoltà e tensione abbiamo il dovere di rispettare le norme , ma anche le persone. Negare l’accesso a un servizio pubblico a una donna di 75 anni, regolarmente esentata dalla vaccinazione, munita di mascherina e con temperatura corporea normale, non è solo sbagliato ma anche immorale, perché cittadini e pubblici ufficiali non si confrontano ad armi pari".
Non solo. "Dal Comune mi sarei aspettato le scuse alla signora – continua l’onorevole – e in generale un invito a tutti a un confronto più sereno. Barricarsi dietro frasi di circostanza e pastoie burocratiche allontana le nostre comunità dal rispetto delle istituzioni. Mi auguro che, dietro le quinte, il sindaco abbia almeno richiamato i responsabili di questa vicenda a un rapporto più civile con i vimercatesi. Ho segnalato, comunque, l’episodio al prefetto perché valuti di richiamare le amministrazioni a una maggiore osservanza delle leggi". Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore leghista Emanuele Pellegrini: "Spesso i cittadini non capiscono le regole che approviamo anche se servono per la loro sicurezza. Il governo ne tenga conto".
 

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