BARBARA CALDEROLA
Cronaca

L’inclusione chiavi in mano. La vita dei ragazzi speciali nell’appartamento confiscato alla criminalità

Il Comune di Concorezzo assegna l’abitazione all’associazione Cascina San Vincenzo. Al via la ristrutturazione per renderla funzionale ai bisogni dei quattro inquilini autistici.

L’inclusione chiavi in mano. La vita dei ragazzi speciali nell’appartamento confiscato alla criminalità

L’inclusione chiavi in mano. La vita dei ragazzi speciali nell’appartamento confiscato alla criminalità

Sul citofono non c’è più il nome del vecchio proprietario, ma presto nell’appartamento di cinque locali, 105 metri quadrati, confiscato alla mafia a Concorezzo arriveranno inquilini speciali: quattro ragazzi autistici di Cascina San Vincenzo, l’associazione di casa, punto di riferimento per centinaia di famiglie negli ultimi 15 anni e adesso pioniera del “dopo di noi“. A guidarla, un viso che tutti conoscono in città, Efrem Fumagalli, il cavaliere, che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto insignire insieme alla moglie Samantha come Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per come la coppia porta avanti la missione che ha cambiato la vita di tanti ragazzi e dei loro genitori.

"Nostro figlio ha fatto da ‘cavia’, ma ovviamente lo sto dicendo in senso buono – racconta Fumagalli –, ha testato ogni iniziativa che abbiamo messo in campo per lui e per gli altri ragazzi speciali". Adesso c’è il passo più grande, quello in cui, dati alla mano, "uno su cento ce la fa". Ecco perché l’abitazione al secondo piano di una serie di palazzine eleganti immerse nel verde con portineria è la prossima sfida del gruppo e della rete che ha saputo costruirsi intorno. "Il primo percorso è proprio quello con i futuri residenti e i loro genitori: passaggi delicati che devono avvenire nei tempi giusti per non bruciare un’opportunità", spiega Mauro Rivolta, altra colonna dell’associazione di volontariato. Tanti altri hanno fallito, dove la San Vincenzo ha deciso, invece, di imbarcarsi. "Da piccoli autistici i nostri figli sono diventati giovani adulti – continua con orgolgio Fumagalli – e non possiamo rassegnarci all’idea che il loro futuro sia all’interno di un istituto". Una scelta per amore, come tutte le altre. Così la macchina si è messa in moto. La scintilla è scattata in Comune: "Un anno fa per la prima volta la prefettura ci ha parlato della casa requisita alla criminalità organizzata, ma serviva un progetto di rinascita. Abbiamo chiamato subito loro".

"Dopo la ristrutturazione cominceremo l’inserimento, se tutto va bene in primavera arriverà il primo abitante", scommette Rivolta. Ieri, la consegna delle chiavi al gruppo da parte del sindaco. Accanto a loro, Walter Magni, assessore ai servizi sociali: "L’obiettivo è fare di questi giovani, cittadini a pieno titolo e non solo sulla carta". Ad accompagnarli ci saranno educatori volontari e un assistente fisso, giorno e notte. Il percorso verso l’autonomia è cominciato e non adesso: da tempo la Cascina ha messo a disposizione un appartamento-palestra in cui allenarsi al cambiamento. Proprio come i grandi campioni prima di un record.