Le mazzette sui rifiuti in prescrizione

Prescrizione per ex assessore Lotito: accusato di corruzione per favorire azienda monzese nell'appalto nettezza urbana ad Andria. Patteggiamenti e inchiesta conclusa.

Le mazzette sui rifiuti in prescrizione

Le mazzette sui rifiuti in prescrizione

Arriva la prescrizione, maturata in appello, per l’ex assessore all’Ambiente del Comune di Andria, Francesco Lotito, arrestato all’alba dell’11 dicembre 2013 con l’accusa di aver intascato una tangente per aggiudicare alla Sangalli l’appalto della nettezza urbana in città. Due anni prima il Comune di Andria era passato alla raccolta differenziata porta a porta e il servizio era stato aggiudicato all’azienda monzese. E proprio dalla Procura di Monza era partita l’inchiesta che portò a dicembre 2013 a diversi arresti, tra questi anche quello di Lotito, già eletto nelle fila del Pdl e nominato assessore. Il titolare della società, Giancarlo Sangalli (deceduto nel 2017) e i figli hanno già patteggiato le pene e pagato un risarcimento al Comune di Monza di circa 6 milioni di euro. Anche l’azienda era finita nel mirino della Procura monzese con l’accusa di omessa vigilanza ed aveva patteggiato una sanzione pecuniaria.

L’inchiesta sull’ex assessore di Andria, nel frattempo trasferita da Monza a Roma dopo un’eccezione presentata dai legali di Lotito, portò in primo grado di giudizio alla condanna a 6 anni di reclusione. Lotito ha sempre rifiutato il patteggiamento. Ora, in appello, è maturata la prescrizione. Secondo l’accusa ai tempi l’assessore aveva favorito l’appalto alla Sangalli di Monza in cambio di denaro e l’assunzione di dipendenti. Le indagini consentirono inoltre di registrare e filmare l’incontro nel corso del quale doveva avvenire la consegna di una tranche da 70mila euro (il totale pattuito era di un milione di euro) corrisposta a Lotito nonché di accertare le modalità di aggiudicazione dell’appalto, costruite "su misura" per favorire la Sangalli & C. S.r.l. nell’aggiudicazione.

S.T.