La rivoluzione delle consulte. Entrano scuole ed enti religiosi

Il regolamento delle Consulte dei quartieri monzesi è stato ufficialmente modificato, consentendo la partecipazione di rappresentanti di istituzioni scolastiche ed enti religiosi. È stata introdotta anche la figura dell'esperto in processi partecipativi per favorire una migliore comunicazione con il Comune. Le Consulte continueranno ad avere una funzione consultiva, presentando proposte e miglioramenti per i servizi comunali. Il centrodestra ha espresso apprezzamento per alcune novità, mentre un consigliere ha criticato il regolamento.

La rivoluzione delle consulte. Entrano scuole ed enti religiosi

Paolo Piffer, unico contrario

È ufficialmente cambiato il regolamento delle Consulte dei quartieri monzesi. Dopo la formulazione definitiva da parte della Giunta lo scorso ottobre, la seduta consiliare di giovedì scorso ha visto la sua approvazione con i voti favorevoli della maggioranza, l’astensione del centrodestra e il voto contrario del consigliere di Civicamente Paolo Piffer. Due sono i cambiamenti fondamentali: l’espansione della composizione delle Consulte che adesso, oltre ai cittadini e agli enti del Terzo Settore, ammetteranno anche rappresentanti di istituzioni scolastiche ed enti religiosi; e l’introduzione della figura dell’"esperto in processi partecipativi", per fornire consulenza all’interno dei gruppi e avere una mediazione più efficace con il Comune. Le Consulte continueranno ad avere una funzione consultiva, apportando cioè "contributi" (parola subentrata al posto di "pareri") non vincolanti su atti strategici e di pianificazione che influenzano il quartiere, oltre che presentare proposte, progetti e miglioramenti per i servizi comunali, e per eventi pubblic. Il processo di modifica è stato guidato da un gruppo di lavoro composto dall’assessora alla Partecipazione Andreina Fumagalli, dall’Ufficio partecipazione e da dieci membri delle Consulte di quartiere, uno per Consulta. Il gruppo si è incontrato 7 volte tra maggio e ottobre. "Le riunioni - spiega l’asseddora Fumagalli - si sono tenute nello spirito della collaborazione e del rispetto. Il risultato consiste in alcune modifiche che permetteranno alle Consulte di quartiere di svolgere ancora di più il ruolo di antenna dei territori, ascoltando, e valorizzando i cittadini per essere interlocutore autorevole con il Comune". Il centrodestra, pur nell’astensione e presentando degli emendamenti per piccole modifiche (di cui un paio accolti), ha salutato con plauso alcune novità come il ritorno di scuole e oratori, o la possibilità ora data alle Consulte di presentare progetti di urbanistica e viabilità. Molto critico invece il consigliere Piffer: "L’attuale regolamento non apporta nessun cambiamento davvero significativo. Alle consulte vengono spuntate le armi. Chi governa utilizza da sempre lo strumento delle Consulte come un presidio dove coltivare il proprio consenso. Fortunatamente ci sono lì dentro decine di monzesi attenti che non si faranno prendere in giro".

Alessandro Salemi