La lunga attesa nella speranza. Fatima, l’operaia con il velo: "Un anno per l’appuntamento"

In Italia dal 2002, sta cercando di regolarizzare la mamma che già vive con lei

La lunga attesa nella speranza. Fatima, l’operaia con il velo: "Un anno per l’appuntamento"

La lunga attesa nella speranza. Fatima, l’operaia con il velo: "Un anno per l’appuntamento"

Si rivolgono all’ufficio immigrazione della Questura persone di tutte le razze e di tutte le età: giovanissimi, lavoratori dai 35 ai 55 anni, donne incinte. "Sono in Italia da 22 anni", racconta Fatima, mamma di due ragazzi, metalmeccanica, avvolta nel suo abito tradizionale bianco e fantasia e l’hijab, normale foulard che copre i capelli e il collo, lasciando scoperto il volto fiero e sicuro. "Ci è voluto un anno per prendere l’appuntamento per mia mamma, solo per prendere le impronte digitali, per poter avere il permesso di soggiorno – racconta –. Sta da me da 9 anni, a mio carico. Il secondo passaggio è il permesso di soggiorno biennale. Tempi lunghissimi". Ma i volontari fanno presente che i flussi migratori hanno assunto ritmi folli: gli ultimi sono 25mila. Le questure da sole non riescono a tenere il passo. Ecco perché il ministero dell’Interno ha disposto l’incremento di personale e chiesto aiuto alla Croce Rossa. Qualcuno richiede il permesso per tornare in Marocco e poi essere riammesso in Italia. L’appuntamento è previsto per i primi di luglio, ma chiede di poterlo anticipare per l’urgenza di rivedere i familiari. C’è poi una famiglia dai Paesi dell’ex blocco sovietico, alti, distinti, abiti color panna, assistiti dalla loro avvocata, che chiedono il permesso di soggiorno per cure per la mamma. Fanno una telefonata al medico per una ricetta dell’ultimo minuto, la voce è ferma, ma tradisce preoccupazione. Questo appuntamento è la loro occasione: se la perdono, poi bisogna aspettare altri tre mesi per averne un’altra.

In una provincia sempre più mappamondo, anche con gli stranieri di seconda generazione. Dai dati dell’ufficio statistica del Comune di Monza, nelle scuole gli studenti stranieri (esclusa l’infanzia) sono 2.807 (oltre i 548 delle scuole dell’infanzia), con un incremento di 1.785 unità negli ultimi ventidue anni scolastici. Nel dettaglio, si passa da 406 a 1.103 iscritti stranieri nella scuola primaria; da 279 a 671 nella secondaria di 1° grado e da 337 a 1.033 nella secondaria di 2° grado. Se consideriamo il totale degli iscritti stranieri, anche con la scuola dell’infanzia, sono presenti 3.355 alunni stranieri, il 14% del totale.

C.B.