Inferno nella notte a Concorezzo. Tre capannoni devastati dal fuoco

Sessanta uomini impegnati a domare l’incendio. Nessun ferito o intossicato, ma danni per milioni di euro

Inferno nella notte a Concorezzo. Tre capannoni devastati dal fuoco

Inferno nella notte a Concorezzo. Tre capannoni devastati dal fuoco

Danni per milioni di euro, un altro grosso incendio in Brianza, stavolta a Concorezzo, devasta tre capannoni - due gestiti da cinesi (uno, Wimi Tech, vende materiali per computer, l’altro, Marte, attrezzature per ristoranti) e l’autofficina Mc - e semina distruzione anche tra i vicini, a cominciare da Jean Accessori. Nessun ferito e nessun intossicato nell’incendio divampato ieri poco dopo mezzanotte in via Primo Maggio, nel cuore della zona industriale, che "ha coinvolto anche il nastrificio Valera Lissoni, lì accanto – spiega il sindaco Mauro Capitanio –. L’azienda non è stata direttamente toccata dalle fiamme, ma i vigili del fuoco sono dovuti entrare con gli idranti per verificare che fosse agibile".

Ditte tutte collegate una all’altra e ora in ginocchio. Ieri mattina era già stato stilato un bilancio dei rischi per l’ambiente e la salute dopo il rogo. "Sono bruciate soprattutto carta e plastica, ma anche pneumatici – aggiunge il primo cittadino – le prime verifiche di Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) e di Ats non hanno registrato sostanze tossiche nell’aria. I controlli nelle vicinanze hanno dato esito negativo, ma una centralina per il monitoraggio è stata installata all’esterno della scuola di via Ozanam, i risultati arriveranno oggi".

Per precauzione, il Comune ha subito chiesto ai residenti nel raggio di 500 metri di tenere chiuse le finestre per 24 ore.

Il termine scadrà in mattinata. Intanto, procede l’indagine sulle cause delle fiamme e per stabilire dove sia stato l’epicentro: non è ancora chiaro, l’ipotesi più probabile è che si tratti di un guasto, non ci sarebbe la mano di un piromane dietro l’inferno che ha cancellato i magazzini e l’alta colonna di fumo visibile a distanza che ha impegnato le autobotti e una sessantina di uomini per più di 14 ore, prima di spegnere tutti i focolai.

"I capannoni gestiti dagli imprenditori cinesi sono in leasing riconducibili a un’altra società", anticipa il sindaco Capitanio, le forze dell’ordine stanno chiarendo la catena delle responsabilità.

In fumo anche le macchine dei clienti del meccanico, ora la palla passa alle assicurazioni.

Sul futuro dell’area non ci sono dubbi: per ricominciare a vendere e a produrre bisognerà ricostruire, "all’interno è crollato tutto", ha detto Vito Cristino, primo dirigente dei Vigili del fuoco provinciali.

Nei magazzini era stoccata un’ingente quantità di merce che è andata completamente distrutta.