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28 apr 2022

Inceneritore di Trezzo Cem e Bea restano fuori

I professori di Politecnico. Bicocca e Università di Bergamo. dovranno scegliere . tra le offerte di Falck e A2A

28 apr 2022
Nell. ’impianto di Trezzo ogni anno si bruciano 170mila tonnellate di secco
Nell. ’impianto di Trezzo ogni anno si bruciano 170mila tonnellate di secco
Nell. ’impianto di Trezzo ogni anno si bruciano 170mila tonnellate di secco
Nell. ’impianto di Trezzo ogni anno si bruciano 170mila tonnellate di secco
Nell. ’impianto di Trezzo ogni anno si bruciano 170mila tonnellate di secco
Nell. ’impianto di Trezzo ogni anno si bruciano 170mila tonnellate di secco

La cordata Cem-Bea-Silea-Ates è rimasta fuori dalla porta, il futuro dell’inceneritore di Trezzo si gioca sulle offerte di Falck e A2A. A scegliere la migliore saranno i professori di tre atenei: Politecnico, Bicocca e Bergamo.

Il Comune ha nominato la super-commissione. L’aggiornamento dell’impianto dove ogni anno bruciano 170mila tonnellate di secco in arrivo da tutto il territorio costerà una trentina di milioni. E almeno sin qui, è andato tutto secondo pronostico, scontato il tentativo di Prima srl, attuale gestore: dopo 20 anni di incarico, la società del gruppo Falck vorrebbe continuare a occuparsi del camino di via Pastore. Attesa confermata anche per il secondo concorrente, A2A. Ora alle università l’onere di soppesare le proposte dal punto di vista ambientale, economico e tecnico. Proprio "per assicurare il massimo alla comunità abbiamo puntato in alto", spiega il sindaco di Trezzo Silvana Centurelli. Il primo tempo dell’operazione milionaria si chiude con l’esclusione di Cem: il colosso pubblico dei rifiuti voleva partecipare ma non è riuscito a rispettare le scadenze dettate dal Comune per farsi avanti. La società aveva chiesto una dilazione al Tar, ma i giudici l’hanno negata dopo avere ritenuto "adeguata" la finestra di quattro mesi messa a disposizione dalla giunta trezzese, da ottobre a febbraio. I giochi, però, almeno sulla carta, non sono chiusi: la gara vera e propria, infatti, si terrà solo dopo aver scelto una delle due opzioni sul tappeto e a occuparsene potrebbe essere anche chi non ne è l’autore. Cem si era presentato con Ates, altra azienda pubblica dell’energia, e le gemelle Bea e Silea con un intento preciso: "Tutelare territorio e cittadini. Per noi non è una questione di potere", spiegava il presidente Giovanni Mele, che con una settantina di comuni soci è fra i primi utenti del forno. Trezzo prosegue secondo una tabella di marcia obbligata: "La nascita del gruppo di lavoro è un’altra tappa fondamentale verso l’appalto – sottolinea Centurelli –. Il termine del 1° settembre, quando il municipio diventerà proprietario del termo, è ineludibile. Il team accademico ci fornirà un supporto determinante. I professori sono stati scelti per valutare ogni dettaglio in termini di costi e di sostenibilità".

Barbara Calderola

© Riproduzione riservata

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