Monza, 17 maggio 2018 - Lo sloggeranno da casa domani.  Per quel giorno, alle 14, sono previste massicce presenze di politici e manifestanti per difendere pacificamente lui e la sua famiglia. E a manifestare in un sit-in contro una vicenda tanto assurda quanto difficile da accettare.

La storia di Sergio Bramini, l’imprenditore di 71 anni fallito per colpa dello Stato (da cui avanza crediti per oltre 4 milioni di euro!), sta commuovendo e indignando mezza Italia. E ora, a dispetto della magistratura, che ha creduto bene di uscire con un comunicato contro la “pressione mediatica” che accompagna questa vicenda, ci si mette anche la sezione monzese dell’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali. Si dà infatti il caso che nella casa sotto sfratto dei Bramini, oltre a moglie, tre figli e una nipotina, ci vivano anche due cani. Per giunta, adottati a suo tempo proprio al canile di Monza: si tratta di un rottweiler femmina, Petra, di 4 anni, e di una vecchia femmina di pastore tedesco, Paris, di 16 anni. Ovviamente, dolcissimi.

E l’Enpa giustamente, dal proprio punto di vista, è doppiamente preoccupata.  E lancia l’allarme: dove andranno a finire i due animali dopo lo sfratto? "Mentre per il primo molto probabilmente si potrà trovare una sistemazione - fanno sapere dall’Enpa in un comunicato in cui si riassume la vicenda -, resta incerto il destino dell’anziana lupa, che Bramini non può portare con sé". Giorgio Riva, presidente dell’Enpa di Monza, ha fatto visita in questi giorni all’imprenditore. Oltre a esprimere a lui e alla sua famiglia "tutta la solidarietà dell’ente per l’ingiustizia di cui è vittima", ha assicurato che "in caso di necessità Enpa sarà pronta ad accogliere uno o entrambi gli animali, vittime innocenti, come il loro padrone, di questa storia di ordinaria malamministrazione pubblica". Vedremo come andrà a finire. Anche se sembra che per il sit-in pacifico di domani in via Sant’Albino 22 a Monza, dove ha sede la villa della famiglia Bramini, sia prevista la chiusura di alcune strade per impedire l’afflusso di troppi manifestanti. "Oggi fanno di me tutto quello che vogliono" dice sconfortato Bramini. Che aggiunge: "Sono arrivati addirittura a sostenere che i miei debiti sarebbero stati fatti per comprare la mia casa... ovviamente un’assurdità, tanto più che ci vivo da quasi trent’anni. Il mio unico errore è stato quello a suo tempo di non aver chiuso i battenti lasciando a casa i miei 32 dipendenti pur di salvarmi, ma non sono fatto così". Intanto bisognerà vedere se domani al sit-in ci saranno davvero, come annunciato, anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, e magari pure quello del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. Intanto ieri in tarda serata è arrivata una notizia dell'ultim'ora, che annuncia Di Maio per oggi alle 20 in visita a casa Bramini