Il sorriso amaro della ’mantide’. La smorfia dopo la condanna: "Pronto il ricorso in appello"

Una pena di 16 anni e 5 mesi per avere raggirato, narcotizzato e derubato almeno nove uomini. L’avvocato di Tiziana Morandi annuncia battaglia: "Necessaria la perizia psichiatrica negata".

Quando è stata letta la sentenza ha accennato un sorriso, guardando il suo avvocato. "Un sorriso amaro", lo definisce il legale. Perché Tiziana Morandi, la “mantide della Brianza“ ieri è stata condannata in primo grado dal tribunale di Monza a 16 anni e 5 mesi di reclusione.

Un anno e 5 mesi in più di quelle che erano state le richieste del pubblico ministero Carlo Cinque. Con l’aggiunta di una multa di 11mila euro e 3 anni di libertà vigilata, a fine pena. La donna - 48enne residente a Roncello - era imputata di 21 capi d’accusa, per reati di rapina, lesioni, detenzione di sostanze stupefacenti, indebito utilizzo di carte di credito e procurato stato di incapacità. I fatti contestati risalgono all’estate del 2021. Con una serie di successive denunce da parte di uomini sedati e drogati, poi spogliati di soldi, carte di credito e beni personali. A incastrarla furono i carabinieri di Vimercate. La donna è dietro le sbarre del carcere di San Vittore dal luglio del 2022. "Durante la nostra relazione mi è capitato di vedere dei clienti di Tiziana Morandi uscire da casa sua ed erano sempre abbastanza assopiti. Ma lei mi diceva che era l’effetto del massaggio rilassante al collo", aveva raccontato un suo ex compagno, che ha fatto da testimone durante il processo.

"Ci siamo conosciuti su Facebook e ci siamo frequentati per un paio di mesi nell’estate del 2021, poi la relazione è finita perché stavano succedendo delle cose che non mi garbavano, come il fatto che le ho prestato 5mila euro perché doveva riscattare un’eredità e aveva bisogno di soldi per i bolli, ma poi con continue scuse quei soldi non me li ha mai restituiti – ha raccontato l’ex –. Lei diceva che faceva il chirurgo neurologico pediatrico, ma faceva anche i massaggi di professione e che lavorava anche di notte perché certe operazioni si fanno in notturno e ho iniziato ad avere dei dubbi". "Se non è morto nessuno è solo un caso", aveva detto il pm durante le requisitoria, visto che diverse delle nove vittime, contattate via Facebook, dopo essere state narcotizzate, avevano avuto incidenti in auto o in bici, correndo grossi pericoli. Ma la difesa non ci sta e prepara l’appello: "Chiederemo la perizia psichiatrica – ha annunciato l’avvocato Andrea Leoni, che aveva inizialmente chiesto l’assoluzione per mancanza di prove – per valutare la sua capacità di stare in giudizio, ed eventualmente la capacità di intendere e volere al momento dei fatti. Ha subito un intervento chirurgico al timo, connesso a problemi psichici, soffre di crisi epilettiche ed è sotto cura farmacologica e la sua salute è incompatibile con il carcere, lo ha scritto lo stesso medico di San Vittore". La donna avrebbe preso di mira nove uomini tra i 27 e gli 84 anni. Su Facebook si presentava come una avvenente bionda abile nei massaggi. Una volta incontrati gli uomini li sedava somministrando delle benzodiazepine. Per la pubblica accusa la “mantide della Brianza“ sceglieva come agire a seconda dell’età delle vittime: massaggi per i più giovani, raccolte di beneficenza per i più anziani. A parte un 28enne di Trezzo sull’Adda, che si è costituito parte civile richiedendo il risarcimento danni, nessuna delle altre vittime ha voluto testimoniare davanti ai giudici, a quanto parrebbe in gran parte per la vergona di ammettere di essersi fatti attirare nella ragnatela della donna.

L’incubo vissuto dalle vittime si legge nel racconto di un 27enne della provincia di Bolzano, chiamato a testimoniare come parte offesa: "Nel ritorno a casa, in autostrada continuavo a fermarmi e a vomitare. Un automobilista mi ha detto che ho sfiorato un autotreno e mi è saltato lo specchietto".

Aveva conosciuto Tiziana Morandi "su Facebook nel 2019, quando è finita con la mia compagna – le sue parole al processo –. Ad agosto 2021 sono andato a trovarla a casa, mi ha offerto una bibita e poi sono stato male. Sono scappato in panico perché ho iniziato a vomitare e lei voleva trattenermi. Quando sono tornato sono andato dai carabinieri e poi all’ospedale di Trento dove dalle analisi del sangue è emersa la presenza di benzodiazepine. Dallo zaino mi erano spariti 400 euro. Quando le ho scritto per dirle di ridarmi i soldi, prima mi ha detto che non c’entrava niente e che anche lei era stata male".