Roberto e Andrea Remonti, donatore e trapiantato testimonial di speranza: i fratelli in gara ai Mondiali a Bormio

Fanno parte della nazionale italiana che disputerà i Giochi invernali. A marzo gareggeranno nello slalom gigante e parallelo. I due brianzoli: "Un’iniziativa per dimostrare che è possibile farcela"

Roberto e Andrea Remonti

Roberto e Andrea Remonti

Tredici anni fa Andrea Remonti ha rischiato la vita. A marzo sarà a Bormio per disputare i suoi speciali Giochi olimpici. Ci andrà con il fratello Roberto, che gli ha donato il midollo per salvargli la vita. Entrambi fanno parte della Nazionale italiana e gareggeranno nello slalom, gigante e parallelo.

È un sogno, ma soprattutto un messaggio di speranza, quello lanciato dai due atleti brianzoli, un trapiantato e il suo donatore, che parteciperanno ai World Transplant Winter Games, i Giochi Mondiali Invernali dei Trapiantati i programma dal 3 all’8 marzo in Valtellina.

Andrea e Roberto oggi hanno rispettivamente 53 e 58 anni e si stanno allenando sodo per fare bella figura sulla neve. Andrea ha vissuto una vita tranquilla tra sport, lavoro e famiglia fino a 40 anni, quando, nel maggio del 2010, dopo una settimana di malessere ha ricevuto la diagnosi di una leucemia mieloide acuta.

Dopo tre cicli di chemioterapia è stato sottoposto a un trapianto di midollo: suo fratello Roberto non ci ha pensato due volte a sottoporsi alle verifiche, risultando compatibile al 100% e donando così le sue cellule staminali.

Un atto d’amore che non è bastato, perché Andrea ha avuto due recidive, la prima nel 2011 e la seconda nel 2012. Ma ha vinto la sua battaglia e tra alti e bassi oggi conduce una vita normale, dopo aver subito un trapianto aploidentico da una donatrice tedesca parzialmente compatibile.

Fratelli straordinari . Roberto e Andrea donatore e trapiantato in gara ai Mondiali
Fratelli straordinari . Roberto e Andrea donatore e trapiantato in gara ai Mondiali

"Scio da quando ero bambino – racconta Andrea – è uno sport che ho sempre praticato e quindi vado: non so cosa succederà". Una ripresa incredibile, la sua. "Fino al 2015 ero allettato, poi piano piano mi sono rimesso al lavoro. Faccio parte dell’associazione “La mitica“, fatta di ragazzi guariti dalla leucemia. Giriamo gli ospedali d’Italia e organizziamo partite di calcio. Andiamo soprattutto nei reparti di pediatria per raccontare la nostra esperienza soprattutto ai genitori angosciati, per dimostrare che si può anche guarire, anzi, le guarigioni oggi sono sempre di più". Ora i due fratelli fanno parte della Nazionale, costituita da 18 atleti, 16 trapiantati e 2 donatori viventi, tra i quali i pluricampioni del mondo Marco Panizza (oro nello sci di fondo), Erminio Rigos (oro nello slalom) e Eugen Vikoler (oro nelle ciaspole e nel biathlon).

Non è un impegno da poco: bisognerà essere all’altezza dei successi dell’ultima edizione dei Giochi Mondiali Invernali che si è tenuta a Banff, in Canada nel 2020, dove gli azzurri hanno portato a casa 6 ori, 5 argenti e due bronzi, classificandosi così all’ottavo posto nel medagliere mondiale e conquistando il podio in più discipline.

La World Transplant Games Federation (Wtgf) promuove i World Transplant Winter Games dal 1994, ad anni alterni con i Summer Games. Aned (Asociazione nazionale emodializzati, dialisi e trapianto) ha ricevuto il mandato di organizzare l’edizione invernale 2024 dopo vent’anni dall’unica edizione italiana dei Giochi, che si era disputata ancora una volta a Bormio. Gli impianti ospiteranno per 6 giorni i rappresentanti internazionali della WTGF e delle delegazioni delle nazioni partecipanti, gli atleti, i donatori viventi con le loro famiglie, i sostenitori e i volontari.

In tutto 200 atleti, trapiantati di organi solidi e di midollo osseo e donatori viventi, provenienti da 22 Paesi di tutto il mondo.

Ci sarà anche la Nicholas Cup, fondata in memoria di Nicholas Green, il bimbo di 7 anni che nel 1994 durante una vacanza in Italia fu vittima nel tentativo di rapina e la cui famiglia decise di donare gli organi.