Festival del Parco. Il liceo artistico dietro le quinte

Gli allievi del Nanni Valentini sono coinvolti nell’allestimento di scene e installazioni .

Festival del Parco. Il liceo artistico dietro le quinte

Festival del Parco. Il liceo artistico dietro le quinte

Nella scuola estiva i ragazzi del liceo Nanni Valentini preparano le scene per il Festival del Parco di metà settembre. “Scuola aperta per l’inclusione e la crescita di cittadini consapevoli“ è il titolo del progetto Pon Piano Estate 2024/25 del liceo artistico Nanni Valentini, alla Villa Reale di Monza.

La proposta della scuola ha ricevuto un finanziamento di 79mila euro, con cui sosterrà un variegato ventaglio di attività che partono già da queste settimane. Nei giorni scorsi il primo modulo per la preparazione delle installazioni che i ragazzi presenteranno al Festival del Parco insieme agli insegnanti Makio Manzoni, Lorella Belli, Giorgia Coltro, Patrizia Simonelli e Fernanda Menendez.

"L’intervento sarà articolato in diversi nuclei – spiegano i docenti – il cui filo conduttore è la traccia lasciata in positivo o in negativo dal passaggio dell’uomo nella natura, da individuare nella pratica artistica". Il coinvolgimento di classi diverse, nel grado e nell’indirizzo di studi, consente di offrire una proposta articolata. Tracce-segno-colore: come chirurghi dei pennelli, degli spazi, delle texture e delle forme i ragazzi cercano la traccia nel tempo e del tempo attraverso il rilievo delle impronte degli elementi del Parco e le nostre. Con l’uso di tecniche grafico-pittoriche semplici (frottage, grattage) i ragazzi rilevano l’epidermide del Parco, creando teli che documentino le texture delle superficie. Attraverso la raccolta, macerazione e processazione di fiori, erbe, foglie scelte i ragazzi tingeranno dei tessuti di cotone, creando un’ installazione di panni stesi, che giocherà sulla doppia lettura “stendere il colore“: la tinta naturale è una sorta di linfa del Parco. Stanno preparano anche momenti di attività con il pubblico con i resti del nubifragio del 2023. Lo stesso materiale ha ispirato anche “Tracce-ri-costruzione“.

Partendo dalla poesia “Ossi di seppia“ di Eugenio Montale, i ragazzi riscoprono la semplicità e la forza della natura, costruendo nidi, tane, alveari, bozzoli. “Tracce come segni nell’anima“ si ispira alla grande quercia caduta lo scorso luglio: osservazione e di disegno dal vero, per la messa in scena di uno spettacolo del paesaggio. “Tracce come luce/ombra“ è una performance che invita a riflettere sulle responsabilità oggettive che il passaggio dell’essere umano lascia nel territorio. “Tracce-architettura“ utilizza materiali di riciclo per creare delle stazioni di osservazione, tracce architettoniche che testimoniano il passaggio dell’uomo e la reazione della natura al costruito antropico. Tante le attività che continueranno durante l’anno per creare il logo delle borracce della scuola e poi “a scuola di arte e sport nel parco“.

C.B.