Cogliate, il pane di Alessandro Pontonio: farina, lievito e creatività. La “scarpetta” da 10 chili

Il 27enne ha rilevato il forno dove lavorava come dipendente. I suoi formati di pane sono apprezzati anche da ristoratori e critici gastronomici

Alessandro Pontonio nel suo forno

Alessandro Pontonio nel suo forno

Ha avuto coraggio, intraprendenza, ma anche sfortuna. Alessandro Pontonio a 27 anni è uno dei panificatori più interessanti della Brianza e, di certo, lo è per quanto riguarda le nuove generazioni attive nel settore. Con il suo “Pancaffè Da Ponto“ a Cogliate ha saputo conquistarsi gli apprezzamenti dei colleghi e di tutti gli appassionati del food oltre, naturalmente, ai suoi clienti. Dimenticate la tipica panetteria di paese: i suoi prodotti sono consumati in tutte le Groane, in alcuni locali della Brianza e si spingono fino a Parabiago e in altre aree del Milanese. La sua fama ha superato anche i confini della vendita, tant’è che diversi addetti di prestigiose guide del mangiar bene si sono già avvicinati con curiosità alla sua attività per assaggiare i prodotti e per fare recensioni.

Alessandro Pontonio
Alessandro Pontonio

Tra le particolarità un pane da 10 chili, che qualche cliente viene regolarmente ad acquistare. "Ho iniziato da poco questa attività – racconta Pontonio –, nel 2019, dopo avere avuto precedenti esperienze come dipendente di altri panificatori. Quando sono arrivati qui, il titolare poco dopo mi ha rivelato la sua intenzione di andare in pensione proponendomi di rilevare l’attività. Avevo 22 anni, ero abbastanza indeciso, ma l’aiuto dei genitori mi ha convinto". Non parla dei sacrifici dovuti agli orari notturni, a ritmi di vita diversi da quelli dei ragazzi della sua età che vanno a divertirsi. Le lamentele sono altre: "I costi sono aumentati tantissimo – spiega – rispetto al periodo dell’apertura. Se va bene sono raddoppiati. Il caro bollette e l’inflazione si sono fatti sentire, proprio quando potevamo lasciarci alle spalle il Covid".

A Cogliate in un anno hanno chiuso tre panetterie, anche a causa dell’apertura di supermercati. Il suo pane, però, piace a tutti, anche ai ristoratori. E nel piccolo locale ci sono anche una caffetteria e un angolo gastronomia con le specialità del Sud. Pontonio racconta che se avesse la bacchetta magica penserebbe un po’ più in grande: "Unirei il laboratorio alla rivendita, oggi non ho grandi spazi. I clienti? C’è chi compra il pane per mangiare e chi lo prende perché è buono. Ecco, la maggior parte dei miei clienti è di origine meridionale e lo sa apprezzare. Prende anche formati più grandi, quello da chilo va molto. Il brianzolo invece acquista il pane per mangiare e sceglie un paio di bocconcini".