BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Ex ospedale, pericolo pubblico. Incendi e incursioni di sbandati: "Subito un vertice sulla sicurezza"

Due roghi in una settimana e continue segnalazioni di presenze non autorizzate nell’edificio abbandonato. Comune e Asst Brianza corrono ai ripari in attesa che la maxi area in centro città venga ceduta e riqualificata.

Ex ospedale, pericolo pubblico. Incendi e incursioni di sbandati: "Subito un vertice sulla sicurezza"

Ex ospedale, pericolo pubblico. Incendi e incursioni di sbandati: "Subito un vertice sulla sicurezza"

Due incendi in una settimana, degrado, vandali, senzatetto e pericolosissimi selfie in cima al vecchio ospedale di sette piani, a rischio della vita, il nuovo gioco degli adolescenti vimercatesi. Dopo gli ultimi fatti, il Comune chiede ad Asst misure urgenti di sicurezza in attesa che la maxi area nel cuore della città sia venduta e che cominci il recupero atteso da anni. Un’operazione sempre più lontana: l’asta lanciata dall’Azienda ospedaliera è andata deserta. La prima scadenza fissata il 29 marzo, infatti, era stata prorogata al 13 maggio, ma nessun costruttore si è fatto avanti. Nel frattempo, gli ex reparti rimangono rifugio per vagabondi, ma soprattutto montagne da scalare per sfide sui social. Il 112 riceve con una certa frequenze telefonate di allarme che segnalano giovanissimi “in vetta“, ma all’arrivo delle gazzelle le bande di ragazzi si sono già delegate. Il vertice sicurezza si terrà il 2 luglio, "bisogna impedire al più presto l’accesso alla struttura", dice la vicesindaca, Mariasole Mascia che ha la delega al progetto e che parteciperà al summit con il primo cittadino Francesco Cereda: "Chiederemo una soluzione al direttore di Asst Brianza, Carlo Tersalvi". Dietro al problema contingente c’è il destino del comparto abbandonato nel 2010, da quando cioè medici e infermieri si trasferirono alle porte di Oreno, nella nuova sede ospedaliera affacciata sulla tangenziale. La Regione, proprietaria del complesso, dopo un percorso accidentato del restyling, aveva bandito l’ennesima gara per cederlo, ma a prezzo dimezzato: 11 milioni di cui uno per la bonifica, anziché i 20 stimati nel 2009 dall’Agenzia delle Entrate. È sempre il Fisco ad avere stabilito anche stavolta la base da cui partire, ma il mercato dice ancora no. Troppo oneroso, probabilmente, il recupero che prevede un mix di funzioni pubbliche e private, uffici, negozi, boulevard, una piazza e la Casa della Comunità più grande della provincia insieme ad altri servizi sanitari.

Un disegno pensato per dare alla zona un’identità al passo con i tempi e con l’esigenza di potenziare terapie e cure su una superficie di 130mila metri quadrati complessivi, valore teorico 320 milioni e che vorrebbe lasciarsi il passato alle spalle. Oltre al vecchio monoblocco all’incanto, al centro dell’Accordo di programma che farà sorgere il nuovo quartiere modello, ci sono altre due aree private (70mila metri): la Cava Cantù, dove i lavori sono già partiti e l’ex Consorzio Agrario. Sulla parte pubblica, invece, resta un grosso punto di domanda.