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4 giu 2022

Elekta, rete capillare: "200 contatti per gli appalti"

Associazione a delinquere e turbativa d’asta sui macchinari per la cura del cancro, il manager si difende: "Non trattavamo televisori"

4 giu 2022
stefania totaro
Cronaca
L’operazione della Guardia di Finanza
L’operazione della Guardia di Finanza
L’operazione della Guardia di Finanza
L’operazione della Guardia di Finanza
L’operazione della Guardia di Finanza
L’operazione della Guardia di Finanza

di Stefania Totaro "Duecento contatti telefonici con le strutture sanitarie da gennaio a novembre 2014? Sono anche pochi. Noi trattavamo macchinari da cui dipende il trattamento di pazienti oncologici e il loro funzionamento e la loro manutenzione non sono come quelle di un televisore". Così si è difeso Francesco Cerillo, uno degli allora manager di “Elekta spa“ di Agrate Brianza interrogato come imputato al processo al Tribunale di Monza che vede alla sbarra 26 persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere e turbativa d’asta per aggiudicarsi gli appalti. La multinazionale svedese con sede operativa in Brianza, specializzata nella fornitura di macchinari per la cura del cancro, è costituita parte civile al dibattimento, insieme anche a Policlinico San Matteo di Pavia, Azienda sanitaria di Lecce, Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni e altre ancora. L’operazione era scattata nel 2015, quando il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano, in seguito ad un’indagine della Procura del capoluogo lombardo, aveva messo agli arresti domiciliari quattro tra responsabili e manager della società agratese, indagato altri 22 tra manager e responsabili degli appalti delle strutture pubbliche ed eseguito sequestri di documenti in numerosi ospedali ed enti da Pavia a Bologna e fino in Toscana e a Lecce. Agli arresti domiciliari erano finiti Fabrizio Mannelli, procuratore della Elekta spa, Davide Sebastiano Casolino, direttore delle vendite della Elekta, Francesco Cerillo, manager di area della società e Angela Pallotti, procuratrice dell’azienda. Mentre i manager imputati appartenevano all’Istituto nazionale dei tumori di Milano, alla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, ma anche a strutture pubbliche in Liguria, a Bologna e a Terni. A fare partire l’inchiesta una email che parlava di accordi con i manager della Elekta per una gara d’appalto per circa 2 milioni di euro dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano per un acceleratore ...

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