Ecco come si vive in galera. Gli avvocati si mobilitano

La Camera penale all’Arengario contro il degrado: "Noi dalla parte degli ultimi"

Ecco come si vive in galera. Gli avvocati si mobilitano

Ecco come si vive in galera. Gli avvocati si mobilitano

Una “maratona oratoria“ e un convegno per sensibilizzare i cittadini sulle condizioni di degrado cui sono costretti a vivere i detenuti. Il 3 luglio dalle 11.30 fino al primo pomeriggio in piazza dell’Arengario l’appuntamento per l’iniziativa organizzata sull’intero territorio nazionale dall’Unione Camere penali italiane a cui hanno aderito anche gli avvocati di Monza. Chiunque potrà intervenire per portare il proprio contributo di esperienza professionale e umana e la propria sensibilità rispetto al tema delle carceri italiane. Invitati magistrati, operatori del diritto, professionisti ed esperti che quotidianamente vivono l’ambiente degli istituti penitenziari, ma anche ex detenuti che potranno, attraverso la loro storia, raccontare il più profondo significato e impatto dell’esperienza carceraria. "Il tema è caldo e ci coinvolge tutti – commenta il Direttivo della Camera penale di Monza, ora presieduta dall’avvocato Marco Negrini (nella foto) –. Al momento della delibera della Giunta di Unione Camere Penali Italiane, il numero di suicidi era di 35. Era il giorno 20 maggio scorso. Ora siamo arrivati a 45. Questa iniziativa sarà occasione per l’avvocatura monzese di esprimere il valore sociale del nostro ruolo, di presentarci alla nostra comunità non solo come tecnici ma come persone che si spendono per proteggere i diritti di tutti, anche e soprattutto di chi ha meno voce. Nei giorni a seguire, l’avvocatura penalista ha proclamato un’astensione giudiziaria per le giornate dal 10 al 12 luglio per denunciare, una volta di più, l’inumana situazione delle carceri italiane". Di “Detenzione e Salute Mentale – Prevenzione e Cura“ si è parlato, invece, al Teatro Binario 7 di Monza con l’associazione Zeroconfini Onlus e la partecipazione di magistrati, avvocati, psichiatri e del Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Milano

Stefania Totaro