Disturbi alimentari, "Tuteliamo la prevenzione"

BRESCIA "Abbiamo avviato un lavoro importante per costruire tutti i nodi della rete, dall’ambulatorio di primo livello ai Mac, ai reparti...

Disturbi alimentari, "Tuteliamo la prevenzione"
Disturbi alimentari, "Tuteliamo la prevenzione"

"Abbiamo avviato un lavoro importante per costruire tutti i nodi della rete, dall’ambulatorio di primo livello ai Mac, ai reparti per acuti, fino alla riabilitazione. Ma c’è anche tutto il lavoro di prevenzione, che potenzia e sostiene l’assetto sanitario. Speriamo che tutto questo lavoro non vada ad arenarsi". Ad esprimere preoccupazione è Elisa Fazzi, presidente della Sinpia - Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, ordinaria all’Università di Brescia e direttrice della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza Asst Spedali Civili.

Preoccupazioni che si aggiungono a quelle sollevate da diversi esperti dopo la notizia che la legge di bilancio 2024 ha azzerato il fondo destinato agli ambulatori per il trattamento dei disturbi dell’alimentazione. Il fondo sostiene, di fatto, le cure dei pazienti in carico agli ambulatori e ai day hospital istituiti ex novo con il fondo.

Come sottolineato dalla presidente del tavolo ministeriale per i disturbi alimentari, Laura Della Ragione, è necessario un lungo lavoro per ingaggiare i malati al percorso di cura, che non dura mai meno di due anni: abbandonarli dopo aver ottenuto la loro fiducia e dopo averli convinti al trattamento, non farebbe che aggravare la loro situazione, con un forte impatto sanitario e sociale.

"Non abbiamo ancora ben chiaro quale sarà l’impatto di questo azzeramento o se i fondi saranno erogati in altro modo – sottolinea Fazzi –. Di certo sappiamo che il fabbisogno è aumentato, soprattutto dopo il Covid". La pandemia, infatti, ha esacerbato i disturbi alimentari, tanto da provocare un aumento del 36% dei sintomi associati, oltre a un boom di ricoveri correlati, cresciuti del 48%, con un effetto domino che si è spostato soprattutto in pazienti con bulimia, anoressia nervosa e altre patologie cibo-correlate.

"La situazione è simile su tutto il territorio nazionale. Abbiamo avviato un lavoro per consolidare la rete, per impostare gli ambulatori che potessero rappresentare un primo livello per evitare il sovraccarico e finalizzare meglio l’invio ai centri di secondo e terzo livello, migliorando tutti i nodi. Ma soprattutto la speranza era la prevenzione, per non arrivare ai livelli estremi in cui la gravità della situazione porta direttamente in Pronto soccorso". I fondi hanno dato dato la possibilità di avviare questo lavoro, a livello regionale e nazionale. Cosa succederà ora? "Per il 2024 il lavoro è garantito da fondi regionali. Abbiamo bisogno di lungo respiro, ma siamo fiduciosi che si trovi la soluzione. Ci batteremo per questo".

Federica Pacella