"Desio: Salvate dall'oblio dopo un appello a Mussolini per evitare la fusione in cannoni"

Le campane di Desio sono conosciute in tutta Italia per la loro qualità sonora. Il Gruppo Campanari della Basilica le suona manualmente dal 1799, rischiando di essere fuse nel 1943. Il prevosto monsignor Giovanni Bandera scrisse una lettera a Mussolini per salvarle.



"Desio: Salvate dall'oblio dopo un appello a Mussolini per evitare la fusione in cannoni"

"Desio: Salvate dall'oblio dopo un appello a Mussolini per evitare la fusione in cannoni"

"Sei stonato come una campana, a Desio, non vale". Le campane cittadine, infatti, sono conosciute in tutta Italia per la loro qualità sonora. Fuse nel 1843 dal fonditore varesino Felice Bizzozero, sono suonate ancora oggi manualmente dal Gruppo Campanari della basilica, un gruppo di volontari che perpetua l’arte del suono delle campane fin dal 1799, anno del primo concerto intonato suonabile secondo il metodo ambrosiano, una tecnica che permette di cadenzare i suoni differenziandosi dal semplice campanio con delle sequenze di rintocchi ordinati, dati dalla tradizione, eseguiti dai campanari a comando di un maestro che dirige la suonata. L’attenzione della popolazione verso questi strumenti musicali portò a realizzare ben 4 fusioni diverse nell’arco di 40 anni per giungere al concerto odierno. La gente voleva campane grandi e ben intonate che non avessero rivali nel territorio circostante, in un periodo di grandi rivalità soprattutto con Seregno. Nel 1938 furono incise su disco a 78 giri e da allora la loro voce raggiunse le più sperdute terre di missione. Tre, in totale, le registrazioni. Nel 1943 rischiarono di essere fuse per diventare cannoni, ma l’allora prevosto monsignor Giovanni Bandera si oppose, arrivando a scrivere una lettera a Mussolini. In cambio offriva quelle della chiesa del S. Crocifisso. E il duce decise di salvarle dalla fusione.