I carabinieri in via Matteotti a Desio
I carabinieri in via Matteotti a Desio

Desio (Monza), 5 febbraio 2019 - Una escalation che fa paura. Come un demone che, da nord a sud, si impossessa della mente di uomini appena lasciati da mogli, compagne o fidanzate, armandoli di pistole, coltelli, fuoco o chissà cos’altro per far compiere la propria, drammatica, insensata, vendetta. Solo sfiorata, per fortuna, e per il pronto intervento dei carabinieri, quella andata in scena a Desio, in Brianza, nel pomeriggio di domenica 3 febbraio. Dove un romeno di 45 anni era a un passo da far esplodere la casa, con i due figli di 13 e 11 anni sequestrati dentro, già piena di gas. Per pochi istanti non si è consumata la strage. È stato fermato dai militari con l’accendino in mano e la mente offuscata dall’alcol. È accaduto in una corte in centro città che si affacia su via Matteotti. Ma grazie a una improvvisata «conferenza» in diretta sullo smartphone – militari, madre al lavoro e figlia rinchiusa dentro casa – il piano è stato sventato. E il suo ideatore, un muratore, è stato arrestato per tentato, duplice, omicidio.

Intorno alle 16 arriva una telefonata alla centrale operativa dei carabinieri. «Correte, correte, mio marito si è chiuso dentro casa con i ragazzi e vuole far esplodere tutto, aiuto!», dice la donna, connazionale di 42 anni. La centrale invia la Radiomobile. C’è un problema, però. Fuori ci sono solo alcuni nomi, sui citofoni. E non compare quello della famiglia. I militari richiamano la donna (che fa la badante ed è a casa di un anziano) al cellulare. Lei risponde e, a sua volta, chiama la figlia di 13 anni. «Apri la porta, ci sono i carabinieri fuori per salvarvi!», dice la madre. La ragazzina riesce a parlare, senza farsi vedere dal padre. Trova le chiavi e apre la porta. Gli uomini dell’Arma fanno irruzione. Li sorprende una vampata di gas. I due ragazzi sono in lacrime, con i maglioni sulla bocca. Li fanno uscire. Vanno in cucina e trovano lo sconsiderato con un accendino in mano. È un attimo. Riescono a bloccarlo a terra e neutralizzarlo.

Vengono aperte tutte le finestre e chiusi i fornelli del gas. Il 45enne in evidente stato di alterazione psicofisica a causa dell’alcol, viene portato prima in ospedale e poi carcere a Monza. I due ragazzi non hanno avuto bisogno di recarsi al pronto soccorso. La madre, poi, ha raccontato tutta la vicenda. Di recente, ha deciso di lasciare il marito. Perché non tollera più il suo vizio di alzare troppo il gomito, che lo fa rientrare a casa dopo il lavoro in cantiere, sempre su di giri, violento. Una decisione, quella della donna, che, come molto spesso capita, il marito non voleva assolutamente accettare. Da qui, le minacce di fare fuori lei e anche i poveri figli. Già cinque anni fa lei lo aveva denunciato, per essere stata picchiata. Poi, aveva sempre buttato giù i bocconi amari.