Max Biaggi durante  le prove al Mugello  della MotoE
Max Biaggi durante le prove al Mugello della MotoE

Seregno, 15 giugno 2018 - "Nel prossimo futuro la mobilità sostenibile si dividerà tra motori elettrici e a combustione. Noi vogliamo raccogliere questa sfida e fare la nostra parte. Come nella Moto3 abbiamo puntato sui nuovi talenti, nella MotoE puntiamo sulle nuove tecnologie".Andrea Dell’Orto, vice presidente esecutivo della Dell’Orto spa, ha appena chiuso l’accordo con Dorna per la Coppa del Mondo Moto FIM Enel MotoE, il campionato con moto elettriche che prenderà il via nel 2019. La storica azienda brianzola - quella dei carburatori, delle iniezioni e delle centraline - sarà la Data Acquisition della competizione che vedrà scendere in pista le Energica Ego Corsa, la moto sviluppata dall’ex campione Loris Capirossi e provata in occasione della gara al Mugello da Max Biaggi. In particolare il team della Dell’Orto avrà il compito di immagazzinare ed elaborare i dati dei prototipi elettrici fino al 2021.

"Una naturale evoluzione della nostra strategia", l’orgoglio di Dell’Orto, già da cinque anni partner del MotoGp come fornitore unico fino al 2020 della centralina nella classe cadetta della Moto3, oltre che fornitore tecnico della squadra Aprilia Racing nella top class e nel Mondiale Superbike. "Siamo orgogliosi di poter annunciare questo allargamento della nostra relazione con Dell’Orto – la fiducia di Pau Serracanta, numero uno di Dorna Sports -. Poter collaborare con una compagnia di questo livello è un passo importante per la MotoE". Perché ormai la Dell’Orto è diventata ambasciatrice dell’eccellenza del made in Italy in un mondo in cui l’innovazione, la ricerca e la perfezione sono spinte all’eccesso. "Abbiamo sfruttato la nostra esperienza sull’elettronica e acquisizione dati nel racing per affrontare questo nuovo obiettivo – le parole di Dell’Orto -. È stata potenziata la parte sui veicoli elettrici della divisione elettronica (software e hardware) già presente in azienda". Come, del resto, è stato sempre nella storia di quella «fabbrichetta» che nel 1933 mise a punto i primi carburatori per i grandi nomi dell’industria motociclistica come Guzzi, Benelli e Piaggio, gestendo tutte le fasi della produzione, dalla fusione al montaggio passando per la lavorazione meccanica. Poi il progresso ha spostato gli orizzonti. E alla fine degli anni Ottanta "abbiamo capito che non potevamo fermarci al carburatore perché l’iniezione stava prendendo sempre più piede – racconta Dell’Orto -. E così siamo arrivati a produrre non più soltanto sistemi meccanici ma anche meccatronici". Il futuro va in quella direzione. E il travaso di tecnologie dalle corse alla strada è continuo. Iniettando vantaggi tecnici e fiducia nel brand.