La prossima fase consisterà in un test su 40 contagiati, 5 al nosocomio monzese
La prossima fase consisterà in un test su 40 contagiati, 5 al nosocomio monzese

Monza, 27 gennaio 2021 - Un’iniezione di cellule per “spegnere“ il Covid. È la sfida dello studio Rescat coordinato dall’ospedale universitario di Modena che vede in prima linea – tra ospedali di Milano, Firenze, Verona e Vicenza – anche il Centro di ricerca Tettamanti e il San Gerardo. Senza ancora una terapia specifica per l’infezione da Sars-CoV-2 a disposizione, l’obiettivo dei ricercatori è di riuscire a trattare i pazienti Covid con l’infusione di cellule stromali mesenchimali, ovvero cellule che non soltanto possono funzionare come fonte di cellule per la riparazione e rigenerazione dei tessuti, ma sono anche in grado di produrre fattori antinfiammatori che sembrano contrastare il meccanismo alla base del danno d’organo indotto dal virus. "Questo studio – spiega Giovanna D’Amico, responsabile dell’Unità di immunologia e di terapia cellulare del Centro di ricerca Tettamanti – nasce proprio da una lunga esperienza nell’uso di queste cellule per contrastare la cosiddetta malattia del trapianto verso l’ospite, complicanza che rende inefficace uno tra i più importanti strumenti per curare le leucemie".

Cellule prelevate da donatore sano e che riescono ad adattarsi, senza rischi di rigetto, a quelle del paziente ricevente. E allora, "se infondendo quelle cellule in caso di complicanza dopo il trapianto di midollo osseo riduciamo l’infiammazione (in oltre il 70% dei casi, soprattutto in età pediatrica, ndr ) senza dare complicazioni, abbiamo pensato che potrebbero portare lo stesso beneficio anche nel trattamento dei pazienti affetti da polmonite da Sars-CoV-2 ". E sarà possibile gra zie alla Cell Factory Stefano Verri guidata da Giuseppe Gaipa che da 10 anni studia l’attività immunomodulatoria delle cellule mesenchimali stromali direttamente nel paziente in collaborazione con la Clinica pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma all’interno del San Gerardo. Un laboratorio autorizzato dall’Agenzia italiana del farmaco alla produzione di cure avanzate dal 2007 e di medicinali per terapia genica dal 2017, che oggi mette a disposizione la propria esperienza per contrastare la tempesta di citochine (una violenta risposta immunitaria) che compromette la funzione degli organi vitali.

Già è disponibile una banca di centinaia di milioni di cellule mesenchimali, prodotte, congelate, dentro freezer all’azoto, in provette e poi utilizzabili direttamente nel paziente. Gli studi cinesi effettuati fino a oggi su vari pazienti affetti da Covid in condizioni cliniche in rapido peggioramento hanno dimostrato l’assenza di reazioni allergiche, di infezioni secondarie o di eventi avversi. È stato invece osservato un miglioramento dell’ossigenazione, un calo dei livelli di molecole infiammatorie e un miglioramento del quadro clinico e radiologico. La terapia utilizza cellule prelevate da cordone ombelicale, tessuto adiposo e midollo osseo. La Fase 1/2a consisterà in un test su 40 pazienti (5 al San Gerardo).