Claudia Gerini
Claudia Gerini
Sei videoracconti per conoscere il tumore ovarico. È la campagna “Tumore Ovarico, manteniamoci informate!“ che vede come testimonialnarratrice l’attrice Claudia Gerini. La campagna, promossa da Fondazione Aiom insieme ad Acto Onlus (con sede al San Gerardo), Loto Onlus, “Mai più sole“ e “aBRCAdabra“, con il sostegno di GSK, invita a "mantenersi informate" sul tumore...

Sei videoracconti per conoscere il tumore ovarico. È la campagna “Tumore Ovarico, manteniamoci informate!“ che vede come testimonialnarratrice l’attrice Claudia Gerini. La campagna, promossa da Fondazione Aiom insieme ad Acto Onlus (con sede al San Gerardo), Loto Onlus, “Mai più sole“ e “aBRCAdabra“, con il sostegno di GSK, invita a "mantenersi informate" sul tumore ovarico di cui soffrono 53 mila donne in Italia con 5.200 nuove diagnosi all’anno (l’80% in fase avanzata).

La campagna fa leva su una serie di attività online e social e sui 6 video-racconti disponibili sul sito web www.manteniamociinformate.it e sui profili Facebook e Instagram. I videoracconti descrivono l’esperienza di Sara e Monica, interpretate da Laura Mazzi e Francesca Della Ragione. Monica presenta una mutazione genetica di tipo BRCA1; Sara ha una forma non mutata di malattia.

I video sono diretti da Paola Pessot e narrati da Claudia Gerini: "raccontiamo storie vere, per questo nei video mi sento molto coinvolta, tutte noi, di fronte alla malattia siamo disarmate e impaurite". L’ambulatorio di Oncologia medica prende in carico due nuove pazienti alla settimana come spiega il dottor Alberto Lissoni, direttore dell’Unità semplice di Oncologia medica ginecologica del San Gerardo, sono circa 30 alla settimana in follow up e dalle 120 alle 150 in terapia.

"Essere informati è fondamentale per un tumore come il carcinoma ovarico, una delle neoplasie più difficili da diagnosticare in fase precoce, per la mancanza di screening di popolazione – spiega Fabio Landoni, primario dell’Unità complessa di Ginecologia chirurgica – Il 30-40% dei tumori ovarici è legato a una familiarità. Studi sperimentali dimostrano come sia possibile da un banale Pap test identificare la proteina P53, un predittore di tumore ovarico presente già anni prima della diagnosi".Cristina Bertolini