Centro migranti, nervi tesi. La prefetta diserta l’aula

Consiglio comunale straordinario sulla struttura di via Monte Oliveto. Maggioranza e opposizione si sono scambiati accuse sull’accoglienza.

Centro migranti, nervi tesi. La prefetta diserta l’aula

Centro migranti, nervi tesi. La prefetta diserta l’aula

Si attendeva l’altro ieri un Consiglio comunale che avrebbe portato alla luce importanti novità riguardo al Centro di accoglienza di via Monte Oliveto, e invece è stata solo l’ennesima occasione per ribadire le posizioni contrastanti tra maggioranza e opposizione: da un lato il sindaco rivendica di aver agito con responsabilità istituzionale, avendo ottenuto la garanzia di un arrivo graduale e moderato di richiedenti asilo nella struttura e quasi tutti inseriti in percorsi di formazione e lavorativi; dall’altro la minoranza ha rimproverato di non essere stata informata e coinvolta per tempo nell’affrontare la questione e la scarsità, a proprio avviso, dei risultati ottenuti. La notizia vera è stata l’assenza in aula di Prefettura e cooperativa Intesa sociale, che ha in gestione il centro. A inizio seduta il sindaco ha letto la nota inviata dalla Prefetta Patrizia Palmisani, dove spiega che in virtù della proficua collaborazione tra Prefettura ed enti non ha ritenuto opportuna la sua presenza, e che "non si ritiene neppure che la presenza di rappresentanti dell’operatore privato (...) possa aggiungere informazioni ulteriori rispetto a quanto richiesto", dando però disponibilità all’ascolto dei consiglieri che vogliano ricevere ulteriori chiarimenti. Una scelta che ha lasciato insoddisfatta soprattutto la minoranza.

Paolo Piffer di Civicamente ha definito la seduta consiliare "un’esibizione teatrale" dove "ci ripetiamo cose dette altre volte", e dove i quesiti in merito alla dignità di trattamento degli ospiti e all’ordine pubblico restano inevasi, ribandendo infine di volere "incontri pubblici con il Prefetto". Ancora più diretto il leader del centrodestra Dario Allevi: "Dispiace non sapere nulla dal Prefetto e dalla cooperativa. Ho trovato inopportuno il passaggio della lettera che sostiene che la presenza dell’operatore non possa aggiungere altro. Questo dovrebbe stabilirlo il Consiglio comunale. Su questa gestione occorrono chiarimenti: il bando prevede un numero minimo di 51 ospiti perché ci sono costi da sostenere, e più persone ci sono più gli incassi aumentano". Da parte loro i cittadini presenti alla seduta, circa una trentina, hanno ascoltato il dibattito in silenzio. Usciti dall’aula due di loro hanno rilevato come "per ora la situazione paia tranquilla e sotto controllo" ma che "se dovessero aumentare gli arrivi gli spazi sarebbero angusti, e il rischio di disagio, comprensibilmente, aumenterebbe moltissimo, trattandosi oltretutto di uomini single e non di famiglie".