BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Celle sovraffollate e pochi agenti. I politici si mobilitano per Monza

Una delegazione di amministratori di Vimercate in visita in carcere con l’associazione “Nessuno tocchi Caino“ "Ci sono quasi 300 detenuti in più rispetto alla capienza: difendiamo la dignità di chi vive e lavora lì dentro".

Celle sovraffollate e pochi agenti. I politici si mobilitano per Monza

Celle sovraffollate e pochi agenti. I politici si mobilitano per Monza

Le foto dei figli appese alle pareti, il dolore del distacco, la speranza di uscire. Scossa emotiva per i consiglieri e gli assessori di Vimercate che hanno visitato il carcere di Monza. Celle, detenuti, personale: una realtà durissima, per tutti un bagno di realtà che fa riflettere. Ad accompagnare maggioranza di centrosinistra e opposizione di centrodestra, c’era Sergio D’Elia, segretario di “Nessuno tocchi Caino“. Il sovraffollamento, che affligge l’intero sistema penitenziario italiano, al carcere di via Sanquirico arriva al 170%, "le celle ospitano 699 persone, ma la capienza è di 411. Più di un terzo è recluso in attesa di giudizio, cioè non c’è ancora una sentenza che dica se è colpevole o innocente", ha spiegato il dirigente della Ong agli amministratori guidati dal sindaco Francesco Cereda. "Il tema dei diritti dei detenuti è fondamentale – dice Davide Nicolussi, presidente del consiglio comunale – qui ci sono cittadini che stanno pagando per i loro errori, ma questo non significa che non debbano vivere con dignità". Ed ecco il nodo. L’iniziativa ha preso forma a marzo, dopo che in aula era stata approvata all’unanimità una mozione per il rientro a casa di Ilaria Salis. Negli occhi, le immagini choc dell’insegnante in catene. Una sensibilità che in città non ha colore politico. E mercoledì, c’erano tutti, da una parte e dall’altra. Era stato il primo cittadino durante il dibattito sul caso dell’attivista monzese a chiedere di organizzare la trasferta, "un’esperienza istruttiva che può fare cambiare il proprio punto di vista sulla reclusione", aveva chiarito. "Abbiamo parlato con i detenuti che, anche se privati della libertà, fanno parte della società ed è nostro compito fare in modo che il periodo vissuto all’interno del penitenziario sia un’occasione per rinascere", sottolinea Nicolussi. I consiglieri Susi Rovai, Matteo Trassini, Daniele Dossi, Federica Villa e Guido Fumagalli hanno acceso i riflettori "sulla necessità che la politica si attivi per dare opportunità reali a chi esce e permetterne così un vero reinserimento".

Attenzione anche per chi lavora nelle strutture, "un aspetto che non va sottovalutato, essenziale per il loro funzionamento". Tema più attuale che mai fra cronache di abusi e disagi per le carenze di organico. "Vimercate è il primo Comune che ha voluto varcare formalmente le porte di un carcere – ricorda D’Elia – c’erano i rappresentanti di tutti i partiti. Quello della città è un impegno trasversale per la conoscenza di una realtà difficile e per la costruzione di un modello che rieduchi".