Cause di lavoro in crescita del 30% in Tribunale a Monza. E la riforma Cartabia complica la vita

Riti più farraginosi, e il personale già insufficiente fa ancora più fatica

Cause di lavoro in crescita del 30%. E la riforma Cartabia complica la vita

Cause di lavoro in crescita del 30%. E la riforma Cartabia complica la vita

Crescono del 30 per cento le cause di lavoro e di previdenza sociale, soprattutto nel pubblico impiego per il contenzioso scolastico della ‘carta del docente’, riconosciuta anche agli insegnanti precari. E la riforma Cartabia mescola le carte sui tavoli del giudici, che continuano a soffrire di carenze di organico. È il dato più curioso, cartina tornasole delle difficoltà economiche ancora presenti sul territorio brianzolo, che emerge dalla relazione sull’anno giudiziario 2023, che va dal luglio 2022 al giugno scorso, firmata dalla presidente del Tribunale di Monza Maria Gabriella Mariconda.

Esclusi i ricorsi per decreto ingiuntivo, nel periodo in esame sono stati aperti in materia di cause di lavoro 2.048 procedimenti contro i 1.580 dello stesso arco di tempo precedente e sono aumentate anche le cause di previdenza ed assistenza obbligatorie, relative principalmente a omessi versamenti contributivi.

Sempre in tema di economia e di sofferenza delle imprese, sempre alto il numero delle procedure per fallimenti (20, ma 43 quelli dichiarati) a cui si sono aggiunte quelle del nuovo Codice di Crisi per liquidazioni giudiziali (206), ma ben 483 risultano le procedure concorsuali messe in atto per tentare il salvataggio aziendale. Stabili al rialzo con 3.427 i pignoramenti di beni mobili e con 786 le esecuzioni immobiliari. Per quanto riguarda invece il settore famiglia e minori, si assiste a una diminuzione del 7,7% delle cause, con 2.816 fascicoli civili aperti di fronte ai 3.051 dello stesso periodo precedente.

Tra questi 792 sono stati per separazione consensuale tra i coniugi, 380 per separazione giudiziale (oltre ad altri 16 che con la riforma Cartabia uniscono separazione e divorzio), 621 per divorzio congiunto (più altri 17 modificati dalla riforma) e 299 per divorzio giudiziale. Ben 708 anche le procedure camerali per questioni legate alla famiglia o ai figli minorenni.

La riforma Cartabia della Giustizia ci ha messo del suo per rendere il lavoro dei giudici ancora più complesso. "Le modifiche sono intervenute da marzo 2023 e quindi è impossibile al momento valutarne le ricadute sui carichi di lavoro - scrive la presidente del Tribunale di Monza nella relazione - Ma tutti gli operatori del diritto, dagli avvocati ai giudici, concordano nel ritenere il nuovo rito ordinario estremamente farraginoso, complicato, con attività prevista a volte inutile. Un rito che non aiuta, anzi a volte tradisce, la sua funzione conciliativa in quanto risulta difficile, se non impossibile, che le parti arrivino ad una transazione dopo avere svolto tutte le attività che il processo comporta, atti introduttivi e deposito di tutte le memorie". Cambiamenti che di certo non aiutano un organico di magistrati da sempre carente. Sulla carta i giudici togati, tra civile e penale, sono 60. Ma nella pratica la scopertura totale è del 23,33%, divisa in - 23% nel civile e in - 25% nel penale.