Cappato riparte da Monza. Dalla Brianza la sfida su democrazia e ambiente

Al Binario 7 l’appuntamento con chi ha sostenuto la sua campagna elettorale. Il comitato diventa un movimento. L’idea: un referendum contro Pedemontana.

Cappato riparte da Monza. Dalla Brianza la sfida su democrazia e ambiente
Cappato riparte da Monza. Dalla Brianza la sfida su democrazia e ambiente

Dalla sfida contro Adriano Galliani per il seggio del Senato all’assemblea del Binario 7. Marco Cappato l’aveva promesso: comunque fosse finita la conta delle schede per Palazzo Madama, l’appuntamento sarebbe stato il 2 dicembre a Monza. Per ripartire da qui.

Così è stato. Ieri il leader dell’Associazione Luca Coscioni ha incontrato chi lo ha sostenuto per un’assemblea seminario con lo scopo di discutere le iniziative future per la Brianza, la Lombardia e l’Europa, a partire dai temi che sono stati al centro della sua campagna elettorale, attivando tutti gli strumenti di partecipazione civica a ogni livello, dai referendum alle assemblee civiche estratte a sorte. Una giornata di approfondimento su temi come salute, ambiente, economia e diritti civili, promossa da Eumans, Associazione Luca Coscioni, Lista Referendum e democrazia, con la partecipazione degli esponenti delle associazioni ambientaliste e di alcuni dei partiti del centrosinistra che ne hanno sostenuto la corsa per il seggio brianzolo che fu di Berlusconi. E il comitato che diventa movimento.

"L’impegno era quello di utilizzare le elezioni per portare avanti degli obiettivi su qualità della vita, qualità dell’ambiente, democrazia, indipendentemente dal risultato – ha esordito ieri mattina Cappato –. Siamo qui per onorare questi impegni".

Resta un po’ di rammarico: "Avremmo potuto farcela, avere sfiorato il 40 per cento alle condizioni date - senza simboli (scelta di cui mi assumo la responsabilità), con i sindaci dem che chiedevano una candidatura diversa e il sindaco di Monza che a due giorni dal voto annunciava scheda bianca - significa che l’obiettivo non era così lontano. Anche perché loro hanno mandato in Brianza mezzo govedrno a sostenere Galliani. Sono l’ultimo a invocare la disciplina di partito e, non avendo chiesto sostegno preventivo, non si può pretendere. Ma ora abbiamo la possibilità di decidere se si apre una nuova partita sugli obiettivi che ci stanno a cuore".

Punto di partenza, una constatazione: "La Brianza, una delle province più ricche d’Italia, è anche una delle più cementificate e inquinate. Affrontare questo tema in Brianza significa poi avere la forza per portarlo in Europa". Un tema che riguarda anche la democrazia: come è stato possibile accettare la cementificazione?

Di qui la proposta immediata, legata a quella della partecipazione democratica: la lotta contro Pedemontana e la sfida per le infrastrutture della mobilità sostenibile in alternativa alle autostrade. "Facciamo un referendum su questi temi", dice Cappato, che sulla grande questione ambientale rilancia l’idea di spostare sulle emissioni le tasse sul lavoro. Già, i referendum. "In Lombardia serve raccogliere 250mila firme cartacee, quando abbiamo la possibilità della firma digitale. E a Monza è vietato fare referendum: se metti nello statuto il quorum del 50% è come dichiararne la morte".